Un blogger scrive a Papa Francesco

Santità, posso confessarle una cosa? Molti cattolici hanno scelto il silenzio di fronte a queste ed altre sue affermazioni per evitare di andare contro il proprio Papa. Ma il dolore nel vedere tutta questa confusione è insopportabile e se si tace si sta come sotto la croce.

Lunedì, 14 luglio 2014

Santo Padre,

ieri è stato pubblicato il colloquio che Lei ed Eugenio Scalfari avete avuto pochi giorni fa. Parole forti, parole da calibrare eppure è arrivata presto la smentita di alcune sue frasi da parte del portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. Inutile dire quanta confusione tra i cattolici abbiano suscitato alcune sue presunte espressioni. Già, presunte, perché dopo la smentita rimangono tanti interrogativi… cosa ha detto veramente, Santità? Credo che quei milioni di cattolici sparsi nel mondo abbiano il diritto di sapere cosa Lei abbia veramente detto al suo interlocutore. Ognuno di noi ha il diritto (e il dovere) di ascoltare il proprio pastore e di sapere cosa pensa e come agisce. Certo, Lei capirà la nostra difficoltà ad ascoltare il suo alto Magistero tramite delle interviste o dei colloqui che oltretutto sono stati riportati da chi continua a sputarci addosso tutto il suo rancore.

Pope Francis Meets President of Slovakia Andrej KiskaPerché Lei, Santità, lo sa bene: a Scalfari non interessa dialogare con il cattolicesimo e con i suoi fedeli ma con l’uomo Bergoglio, il potente capo della Chiesa Cattolica. Questo perché ovviamente ne trae tanti vantaggi, mediaticamente ed economicamente. Santità, le diciamo con franchezza che ci hanno fatto male alcune sue presunte affermazioni soprattutto sulla pedofilia. Parlare della pedofilia e dimenticarsi del suo predecessore (o se ne è dimenticato volutamente Scalfari?) è quanto mai incompatibile. Lei, Padre Santo, non deve usare nessun bastone perché il bastone è già stato usato da chi sedeva su quella Cattedra prima di Lei e ne ha riportato serie conseguenze. Lei non deve trovare nessuna soluzione al problema della mafia, al problema della pedofilia, al “problema” del celibato. Quello che mi ha dato tanto fastidio è sentire espressioni come “Io cambierò tutto…”, “Io troverò la soluzione…”, io, io, io. Lei, Santo Padre, è servo di ciò che gli dice Cristo e solo quello deve compiere; tutto il resto è frutto della soggettività umana.

Un’altra cosa mi ha ferito: che per la seconda volta Lei (o chi collabora con Lei) è caduto nel tranello di Scalfari mandando in confusione ancora una volta quei cattolici che sono abituati a vedere il Papa come figura sicura che indica con certezza (e lo sottolineo) la strada della fede.

Santo Padre, lei non è Paolo che deve predicare ai pagani, lei è Pietro che deve confermare la fede dei fratelli!

E, mi perdoni, da queste ultime affermazioni io non mi sento assolutamente confermato nella fede ma si aggiungono ulteriori dubbi nella Chiesa in cui credo. Forse Lei non se ne accorge (perché nonostante vive a S. Marta, vive comunque isolato) ma qua fuori ci sono tanti cattolici che non sanno più a cosa credere. E quelli che prima erano in confusione, ora lo sono di più. Questo non è normale soprattutto quando Lei mi dice che gli fa problema un cattolico con delle certezze.

Santità, posso confessarle una cosa?

Molti cattolici hanno scelto il silenzio di fronte a queste ed altre sue affermazioni per evitare di andare contro il proprio Papa. Ma il dolore nel vedere tutta questa confusione è insopportabile e se si tace si sta come sotto la croce. Santità, non mi fraintenda, non sono tradizionalista, non lo sono mai stato e non lo vorrò mai essere. Sono solo un fedele che ama appassionatamente la propria Chiesa e il proprio Papa.

Santità, posso dirle un’ultima cosa? “Rinnega te stesso”, smetta di essere l’impulsivo Bergoglio e indossi i panni di Pietro, colui che pasce e difende il popolo dai lupi.

Detto questo la ringrazio per le sue illuminanti omelie, quelle che lei prepara per le grandi solennità e ricorrenze. Ogni volta che parla in queste occasioni, la ascolto sempre a bocca aperta.

Queste parole le ho scritte di getto, forse senza pensarci troppo. Mi raccomando alle sue preghiere e le prometto filiale rispetto e obbedienza, qualsiasi cosa lei deciderà di fare per la Chiesa.

Suo nel Signore,
l’amministratore della pagina “Il Papa emerito Blog”

© IL PAPA EMERITO BLOG

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