Il caso dei Francescani dell’Immacolata. Benvenuto a chi si sveglia adesso

Antonio Socci ci informa sulla persecuzione in atto contro i Francescani dell’Immacolata. Meglio tardi che mai per deplorare ora ciò che tutti sanno da mesi. Peccato che sia anche l’occasione per una sparata gratuita contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X.

di Paolo Deotto (06/01/2014)

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Un vero fulmine, il bravo Antonio Socci. Con decreto dell’11 luglio dello scorso anno i Francescani dell’Immacolata vengono commissariati. La vicenda da subito presenta le caratteristiche di una vera e propria persecuzione. Ne parlano non solo i “soliti” siti tradizionalisti; ne parla la stampa nazionale, perché i Francescani dell’Immacolata erano ben conosciuti, perché la loro persecuzione appare inspiegabile – o fin troppo spiegabile – perché le proteste arrivano anche da tanti semplici fedeli che sono stati privati delle loro guide spirituali. Giova ricordare anche che, in tempi di crisi tremenda di tutti gli Ordini religiosi, i Francescani dell’Immacolata avevano semmai il problema opposto, costituito dai molti giovani attirati dalla proposta di una vita di Fede profonda e totale. In questi anni i Francescani dell’Immacolata sono aumentati di numero, si sono sparsi in tutto il mondo, mentre i conventi e le chiese di tanti altri ordini chiudevano per la cosiddetta “crisi delle vocazioni”.

Tutte cose ben note. Il decreto, dicevamo, porta la data dell’11 luglio 2013. Su Libero di ieri e sul suo sito, ossia dopo 178 giorni, Socci ci informa che “IN VATICANO C’E’ UNA NUOVA INQUISIZIONE CATTO-PROGRESSISTA. PERSEGUITANO CON ACCANIMENTO I “FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA” PERCHÉ’ HANNO FEDE E TANTE VOCAZIONI. E’ UNA VERGOGNA!!!… “ e si chiede: “… MA IL PAPA LO SA?”.

Che dire? Chissà perché, mi è venuto in mente un paragone. Il 25 aprile del 1945 entrarono in Milano i partigiani guidati da un focoso avvocato, tale Sandro Pertini. Venivano a liberare Milano… che era già stata liberata dagli Alleati. La prudenza è sempre una buona cosa, soprattutto in guerra, quando c’è il serio rischio di farsi di male.

Ma lasciamo stare la storia e torniamo all’attualità. Benvenuto quindi ad Antonio Socci, che finalmente ci informa di cose che ormai conoscono tutti. Certo, sarebbe lecito chiedergli: scusi, ma lei dov’era, fino a ieri? Mah! Però, però.. ci sono un paio di cose che vanno puntualizzate, così, per amor del vero.

Partiamo dalla domanda che turba Socci. “Ma il Papa lo sa?”. La domanda sarebbe già in sé stessa irrispettosa perché come si fa a pensare che il Papa sia all’oscuro di fatti che sono su Internet e sulla stampa un giorno sì e un giorno no, e questo non da pochi giorni, ma da quasi sei mesi? È forse il Papa un uomo incapace di leggere i giornali? È forse un uomo che ha deciso di chiudersi nel buio e nel silenzio? Non si direbbe davvero. Ergo, il Papa potrebbe “non sapere” solo se fosse incapace di capire ciò che tutti leggono e sanno. Suvvia, siamo seri…

Inoltre se Socci leggerà il decreto di commissariamento, vedrà che nel testo si fa esplicito riferimento alla volontà del Santo Padre.

Quindi dovremmo concludere che, nell’ottica di Socci, il Papa non solo non sa ciò che tutti sanno, ma ignora anche che il suo nome è stato usato abusivamente per dare inizio a una crudele persecuzione contro un Ordine che, come riconosce Socci stesso, non ha alcuna colpa.

L’altra cosina da puntualizzare è questa. La domanda “Ma il Papa lo sa?” è funzionale alla chiusa dell’articolo, in cui l’ottimo scrittore prende l’occasione per fare una sparata che in questo caso è del tutto gratuita, ma che comunque fa tanto “politicamente corretto” e quindi va molto bene a chi ha la costante preoccupazione di stare a galla, con ogni mare e con ogni tempo.

Ci riferiamo alla seguente frase, in chiusura dell’articolo: “Io credo che la loro distruzione (la distruzione dei Francescani dell’Immacolata, N.d.R.) danneggi tantissimo pure l’attuale papa. Perché annichilisce un carisma prezioso per la Chiesa e perché porta acqua al mulino dei lefebvriani che hanno attaccato pubblicamente Bergoglio. Adesso costoro possono dire: “vedete, nella Chiesa di Francesco c’è posto per tutti, meno che per i cattolici”.

Ora, io non voglio far qui l’avvocato d’ufficio per la Fraternità Sacerdotale di San Pio X, che è perfettamente in grado di difendersi da sé. Vorrei solo riportare una piccola esperienza. Poco prima di Natale, esattamente nel fine settimana del 21-22 dicembre sono stato ospite del Priorato di Albano della Fraternità di San Pio X. Ho condiviso per due giorni orari e preghiere della Fraternità. Ho mangiato con i sacerdoti e i laici che in quei giorni si trovavano ad Albano. Ho, naturalmente, parlato con loro.

Ho solo avuto conferma di ciò che già sapevo della Fraternità dalle letture che avevo fatto. Ho parlato con sacerdoti per i quali la fedeltà a Roma non si mette nemmeno in discussione, assolutamente decisi contro il sedevacantismo che sta pericolosamente serpeggiando nella Chiesa. Ho assistito alla Santa Messa di sempre, quella in cui il sacerdote è rivolto a Cristo, in cui non c’è spazio per gli show personali che oltraggiano tante celebrazioni di bizzarri sacerdoti nelle nostre parrocchie. Ho sempre pregato con loro per il Santo Padre. Sono stati due giorni in cui, in buona sostanza, mi sono corroborato nella Fede, come mi capita del resto le poche volte che riesco ad andare alla Santa Messa a Seregno (dove ogni domenica viene celebrata la Messa di sempre da un sacerdote del priorato di Montalenghe) o a Monza, dove un gruppo di amici ha ottenuto, da circa un anno e mezzo, la celebrazione festiva in Vetus Ordo.

Di sicuro Antonio Socci ricorda anche che Benedetto XVI ha ritirato la scomunica contro i Vescovi della Fraternità di San Pio X.

Ripeto qui non si tratta di far l’avvocato, ma di guardare ai fatti.

Se Socci solo ora si accorge della persecuzione dei Francescani dell’Immacolata, vabbè, meglio tardi che mai. Per fortuna ci sono stati giornalisti un tantino più tempestivi di lui… ma che poi imbastisca una domanda che non sta in piedi “Ma il Papa lo sa?” solo per sparare su chi sta testimoniando fedeltà assoluta al Magistero della Chiesa, beh, questo non mi sembra davvero corretto. È un modo come un altro per confermare: “Attenzione! Io sono comunque in linea!”. Ovvero: “Non posso più tacere, perché anche i bambini hanno capito che sui Francescani dell’Immacolata si sta consumando una terribile ingiustizia, però sia ben chiaro che io sono politicamente moooolto corretto”.

I “lefebvriani” hanno “attaccato pubblicamente Bergoglio”? Ma, caro Socci, con tutto il rispetto e la devozione per il Vicario di Cristo, devo ricordarti forse io, ora, tutte le occasioni in cui Bergoglio si è reso attaccabilissimo, salvo magari cancellare interviste perché “mal trascritte”, non dopo un giorno o due, ma dopo un mese? L’ultima è di pochi giorni fa, con l’ennesima frase polivalente (questa volta sul tema dei figli delle coppie irregolari) e l’ennesima precisazione-quasismentita di Padre Lombardi.

Per favore, cerchiamo di essere seri. Repetita iuvant, almeno si spera, e quindi ricordiamoci che il Papa è infallibile, ma solo quando insegna ex cathedra in materia di fede e di morale.

Chi si è permesso di rivolgere critiche a Bergoglio non lo ha fatto per sport, ma per amore alla Chiesa e alla Verità che Essa custodisce e tramanda. In questi casi, la critica non è solo legittima, è doverosa. Certo, se questa critica fosse condotta con toni ingiuriosi e irrispettosi, andrebbe biasimata. È successo questo? Sarebbe molto grave: documentalo, e saremo i primi a criticare le critiche mosse in tal modo.

Se già non li conosci, prova anche tu, caro Socci, a conoscere un po’ meglio i cosiddetti “lefebvriani”. Poi ci dirai se proprio da loro viene un pericolo per la Chiesa… ah, sia ben chiaro, parlo di Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica. Altre non ne conosco.

© RISCOSSA CRISTIANA

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