Il passaporto del Papa. Legittime perplessità

Il cardinale Pompedda, pur nella celebrazione di Giovanni Paolo II, gli rimproverava filialmente un solo difetto: quello di usare l’espressione “la mia patria” quando parlava della Polonia. E questo per l’ovvia ragione che i 266 uomini che finora sono divenuti “Pietro” non hanno più patria, in quanto a capo della cattolicità tutta e in quanto sovrani di uno Stato sovrano. O meglio, la loro Patria è non tanto la Santa Città del Vaticano, quanto la Chiesa universale.

di Faramir (20/02/2014)

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Tutti abbiamo una patria. Il papa non se lo può permettere, perché appunto è non più l’uomo che era prima di essere chiamato al Soglio di Pietro, ma, con l’elezione, è divenuto un’altra persona, cambiando nome e ruolo e divenendo Capo di uno Stato sovrano. Papa Francesco ha appena rinnovato il suo passaporto argentino. E ha fatto in modo che si sapesse… Quale spiegazione dare a questa ulteriore novità stramba Razionalmente parlando, vi possono essere queste spiegazioni:

  1. Papa Francesco continua a non capire quello che gli è successo, cosa è diventato.
  2. Papa Francesco capisce benissimo quello che gli è successo e cosa è diventato, ma continua a voler far passare il messaggio che in fondo lui è comunque un uomo come tutti gli altri (stile Santa Marta, valigetta nera, ecc.), allo scopo di modificare così radicalmente la natura e la struttura stessa del Papato.
  3. Papa Francesco si rinnova il passaporto perché prima o poi ha intenzione di tornare in Argentina.

In tal caso, si aprono due scenari:

  • vi torna come Papa. Questo vorrebbe dire che porta via da Roma il Papato, stile Avignone;
  • vi torna come privato cittadino (che ha bisogno quindi del passaporto): questo vorrebbe dire che ha intenzione di abdicare dal Trono di Pietro.

Fermo rimanendo che ovviamente la spiegazione 1) è paradossale e che la a) è inverosimile, io non vedo altre spiegazioni razionali al gesto compiuto. Quello che si può dire, è che, qualsiasi sia la soluzione, è in se stessa sempre sbagliata. Accorata obiezione prevedibile: “Papa Francesco ha solo fatto un gesto spontaneo come è nel suo stile informale, un gesto di attaccamento alla sua patria”. Obiezione insulsa: la risposta è n° 2. E, in questo caso, non vi sarebbe nulla di spontaneo, ma sarebbe assolutamente meditato e voluto. Quale sarà il prossimo passo? Che si recherà all’Ambasciata per votare alle future elezioni politiche, come un immigrato qualsiasi? Qualcuno pensa che non ne sarebbe capace? E se la spiegazione risiedesse invece in b)? Per quel che si è conosciuto dell’uomo in questo anno, tenderei ad escluderlo categoricamente. Ma questo è un uomo imprevedibile. E poi, c’è sempre lo Spirito Santo, che non soffia solo quando si elegge un papa, ma agisce anche dopo. Agisce sempre. E che stia agendo per vie segrete e imprevedibili, lo si vede da molti segni, lo si respira nell’aria. Lo si sente. E lo si percepisce anche in quella figura dal ruolo misterioso che è divenuto il Papa emerito.

© RISCOSSA CRISTIANA

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