La Sacra Famiglia. Una curiosa inversione della relazione tra cause ed effetti nelle parole del Papa

di Patrizia Fermani (30/12/2013)

Gesù ha scelto di nascere in una famiglia umana. Non avrebbe potuto scegliere diversamente se il fine era proprio quello di assumere la condizione umana.

cq5dam.web.800.800L’uomo nasce da un uomo e da una donna, si forma nel grembo materno, deve essere aiutato a crescere ed educato da quelli che lo hanno generato. Perché, come il grembo materno è il luogo miracoloso in cui egli trova la condizioni più favorevoli per maturare fino ad essere capace di affrontare la luce, l’uomo e la donna che lo hanno concepito sono naturalmente quelli in grado di offrirgli la protezione e la ricchezza del loro sodalizio.

La famiglia diventa Sacra in quanto vi nasce il Salvatore. Ma il Salvatore vi nasce perchè essa è la realtà che esprime in sè l’essenza fondamentale della esperienza umana. Se la famiglia non risponde sempre a questa vocazione naturale è per l’errore degli uomini, non per il difetto del suo archetipo che, appunto, è il migliore modello possibile per ogni individuo umano, dopo esserlo, nella forma più primitiva, per ogni vita animale.

Dunque la scelta divina è in se stessa una riaffermazione del disegno divino già dato all’uomo nei racconti della Genesi.

La gioia e la sofferenza toccano gli individui come toccano la famiglie, per eventi esterni ed involontari, o per quanto alberga nel cuore e nella volontà del singolo che si riflette su di lui e sugli altri.

Ora Bergoglio dice che Gesù ha scelto di nascere in una famiglia afflitta e perseguitata, con una curiosa inversione della relazione tra cause ed effetti. Infatti, è noto a tutti che la famiglia di Nazareth è costretta alla fuga e all’esilio proprio in ragione del fatto che in essa deve nascere il Re divino dal quale il meschino re terreno si sente minacciato. Gesù non sceglie quella famiglia perché soffre, ma quella famiglia soffre perché subisce l’odio di chi teme Gesù.

E se la Famiglia di Nazareth offre un modello perfetto di vita cristiana, il nemico la combatte perchè è un modello di Bene capace di creare le condizioni migliori per una vita buona dell’uomo.

La forza distruggitrice che l’uomo mette in moto contro l’uomo comincia dalla distruzione della famiglia perché essa è il luogo in cui il singolo trova il massimo della protezione e dove riceve il massimo dei doni che lo fortificano.

Così la distruzione della società umana, cioè del vivere comune, comincia sempre dalla distruzione della famiglia. E questo ancora prima dell’avvento del Cristianesimo. Enea che fugge col padre sulle spalle e il figlio per mano è l’uomo che vuole mettere in salvo la propria stessa civiltà per trasmetterla e arricchirla. E solo perché ha assunto di legarsi alla catena delle generazioni potrà creare il futuro .

La famiglia è in sé fonte di vita e di gioia. Il dolore e il dramma sono il fatto contingente legato ad eventi che sovrastano l’uomo o che egli stesso condiziona con una volontà incapace di guardare al bene. Essa è un dono che spesso non si è capaci di comprendere, perchè non siamo capaci di liberarci dalla schiavitù dell’io che ci insidia anche quando avremmo la possibilità di agire liberamente per un vantaggio superiore a quello offerto dai nostri egoismi.

Per questa sapienza non basta ricorrere alle formule di cortesia che servono per convivere bene in un palco a teatro (1). Occorre la consapevolezza che la posta in gioco è superiore a quello che essa ci costa. E che il suo valore è stato fissato una volta per tutte proprio da Dio ed è di gran lunga superiore a quello attribuitogli, in un senso o nell’altro, dalla esperienza personale.

La famiglia è sacra perchè istituita per l’uomo, perché nasce come dono. E Gesù la sceglie perchè è la espressione dell’amore divino, che l’ingratitudine umana è capace di disconoscere. Vi nasce per ricordare ora ad una umanità distratta e sperduta che è il luogo indefettibile in cui ognuno può dare prova della propria ricchezza di cuore e di intelligenza e l’anello che, solo, salda le maglie della nostra esistenza.

Insomma, non si dovrebbe mai dimenticare che la famiglia è perseguitata perchè sacra e non sacra perché perseguitata.

NOTE

1 – A modo di nonno saggio il Papa ha fatto ripetere agli oltre centomila di piazza San Pietro le tre parole maestre per lo sviluppo delle virtù domestiche: “permesso, grazie, scusa”. (riportiamo testualmente da Zenit di oggi, lunedì 30 dicembre 2013, N.d.R.)

© Riscossa Cristiana

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