Papa Francesco sbaglia il paragone: Gesù non fu un moderno profugo

 

Gentile Direttore,

una affermazione fatta da Bergoglio nel periodo natalizio mi ha lasciato di stucco. Papa Francesco ha affermato che bisogna essere accoglienti perchè anche Gesù fu profugo. Il paragone mi sembra del tutto sballato.

ein-nachdenklicher-papst-franziskus-“Sulla via dolorosa dell’esilio, in cerca di rifugio in Egitto, Giuseppe, Maria e Gesù sperimentano la condizione drammatica dei profughi, segnata da paura, incertezza, disagi”, ha detto Bergoglio. Aggiungendo al riguardo che “in terre lontane, anche quando trovano lavoro, non sempre i profughi e gli immigrati incontrano accoglienza vera, rispetto, apprezzamento dei valori di cui sono portatori”. Il riferimento di Bergoglio è alla fuga della Sacra Famiglia davanti alle minacce di Erode. Un riferimento ideologico che non sta in piedi: a differenza dei moderni profughi e immigrati, Giuseppe non chiese nulla al paese dove si era temporaneamente nascosto, nessuno status di rifugiato, nessuna cittadinanza, nessun trattamento privilegiato.

Se oggi dovessimo fare un paragone, quello di Giuseppe e dei Suoi cari fu un ingresso temporaneo, non una richiesta di asilo o di residenza. Giuseppe era un artigiano, quindi godeva di un certo benessere e aveva sicuramente messo da parte il necessario per sostentare se stesso e la Famiglia anche in quel frangente. Gesù, d’altro canto, nacque in una stalla perchè le locande erano affollate dai tanti che in quei giorni si spostavano per adempiere agli obblighi del censimento ma, certo, Giuseppe disponeva del necessario per non lasciare all’addiaccio Maria e il Bambino. Purtroppo il Vangelo oggi viene piegato a letture propagandistiche che snaturano il messaggio cristiano.

Sempre in fatto di immigrazione come non provare disappunto per come viene usato in chiave pro-immigrazione il famoso monito “ero fostiero e mi avete ospitato”? Si tratta, invece, della sacra ospitalità che veniva riservata ai viandanti. Pane e sale, un tetto per la notte e la mattina riprendevano il cammino. Ospitare il viandante che rimane all’addiaccio nella notte, non significa adottare lo straniero. Credo che i buoni cristiani abbiano il modo di aiutare le popolazioni del terzo mondo, invece di deportarli da noi per sfruttarli e per cancellare la Cristianità: occorre aiutarli a casa loro, dove centinaia di migliaia di bambini muoiono di fame e dove basterebbe poco per salvarne tanti, perché i nostri soldi in quei paesi hanno un potere d’acquisto enorme.

Paola Colombo

8 gennaio 2014

© CORRIERE DI LECCO

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