Viva Francesco come viva Pio IX?

di Angela Pellicciari

Un'immagine del Beato Pio IX
Un’immagine del Beato Pio IX

Pio IX, il papa dal più lungo pontificato della storia, il papa che ha assistito allo smantellamento pezzo a pezzo dello stato pontificio, il papa calunniato, disprezzato e irriso dalla stessa storiografia cattolica, Pio IX dicevo, durante il primo anno e mezzo di pontificato è circondato da straordinarie manifestazioni di pubblica esaltazione: «Ogni giorno corso, battimani, inni, serenate; tripudio quando il papa usciva, quando villeggiava, quando tornava»; popolani, nobili, borghesi, governanti italiani e stranieri, «protestanti, cattolici, turchi, ebrei», tutti a gridare: viva Pio IX. Così racconta lo storico contemporaneo Cesare Cantù.

Avendo a modello la carità di Cristo, Pio IX, subito dopo l´elezione al soglio di Pietro, concede un´amplissima amnistia estesa ai reati politici. Il che comporta che i rivoluzionari di tutte le risme sono messi in libertà in cambio di una dichiarazione che li impegna a non cospirare più contro lo Stato. Sono proprio i membri delle consorterie settarie che, una volta liberi, organizzano la pantomima del “Viva Pio IX”, papa liberale. Così consiglia Mazzini nel 1846 scrivendo “Agli amici d´Italia”: «Profittate della menoma concessione per riunire le masse simulando riconoscenza, quando ciò convenisse. Le feste, gli inni, gli attruppamenti, le relazioni moltiplicate fra uomini di ogni opinione, bastano per dar lo slancio alle idee, per infondere al popolo il sentimento della sua forza, e renderlo esigente». Curioso a dirsi, ma l´esplosione rivoluzionaria del 1848 è preparata a Roma da una «congiura adulatoria e festiva», per usare l´efficace espressione di Marco Minghetti, uno dei protagonisti del Risorgimento.

Succede che in pochissimo tempo cambia tutto e dal «Viva Pio IX» si passa al «Viva Pio IX solo» per finire con «Morte ai neri! Morte ai gesuiti!». Senza il Viva Pio IX «chi sa quando le moltitudini italiane si sarebbero per la prima volta agitate nell’entusiasmo della vita nazionale», scrive il triumviro toscano Giuseppe Montanelli. La pensano allo stesso modo Jemolo e Gramsci che individua «il capolavoro politico del Risorgimento» nell’essere i liberali riusciti «a suscitare la forza cattolico-liberale e a ottenere che lo stesso Pio IX si ponesse, sia pure per poco, sul terreno del liberalismo».

Un'immagine di Papa Francesco
Un’immagine di Papa Francesco

Cosa c’entra Mastai Ferretti con Bergoglio? C’entra. In un articolo comparso su Repubblica venerdì scorso, Alberto Statera ragiona su un libro di prossima pubblicazione (Vaticano Massone. Logge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della Chiesa di Papa Francesco, di Giacomo Galeazzi e Ferruccio Pinotti) e scrive: «i Gran Maestri delle tante massonerie italiane sembrano concordi nell´entusiasmo per l´avvento di Francesco. Uno per tutti: “Con Papa Francesco nulla sarà più come prima. Chiara la scelta di fraternità per una Chiesa del dialogo, non contaminata dalle logiche e dalle tentazioni del potere temporale”. Firmato: Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia». Almeno dal punto di vista cattolico, e comunque lo si voglia interpretare, l’unanime appoggio a Francesco non è una buona notizia.

© LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA (15 maggio 2013)

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