Papa Francesco “compie” due anni. «Un pontificato drammatico e affascinante»

Il 12 marzo si celebre il secondo anno di pontificato di papa Francesco. Un libro, The Francis Miracle: inside the transformation of the Pope and the Church, è appena uscito negli Stati Uniti. L’autore è uno dei più apprezzati vaticanisti del mondo, John Allen Jr. Di lui George Weigel ha detto che è «il miglior vaticanista anglofono di sempre». In attesa di poter leggere il libro in lingua italiana, La Nuova Bussola Quotidiana lo ha incontrato.

di Lorenzo Bertocchi

Un libro The Francis Miracle: inside the transformation of the Pope and the Church (Time Books, New York), è appena uscito negli Stati Uniti. L’autore è uno dei più conosciuti ed apprezzati vaticanisti del mondo, John Allen Jr, condirettore di Crux e del Boston Globe. Di lui George Weigel ha detto che è «il miglior vaticanista anglofono di sempre» e in effetti le sue analisi sono sempre interessanti e mai scontate. In attesa di poter leggere il libro in lingua italiana, La Nuova Bussola Quotidiana lo ha incontrato per fargli qualche domanda.

John Allen Jr. con papa Francesco
John Allen Jr. con papa Francesco

Un altro libro su Papa Francesco?

Non è un libro sul Papa, ma un’analisi del papato.

Quindi, John Allen cosa pensa di questo papato?

Penso che il pontificato di Francesco è drammatico e affascinante, in parte perché noi ancora non sappiamo esattamente quale sarà il suo impatto nel lungo periodo.

Papa Francesco sta “trasformando” la Chiesa?

In un certo senso la Chiesa viene continuamente “trasformata”. La Chiesa cattolica, che il Papa Giovanni Paolo II ereditò nel 1978, per esempio, era molto diversa da quella che ha lasciato nel 2005. La trasformazione di Francesco non è a livello di “dottrina”, ma riguarda l’applicazione pastorale della dottrina stessa. Senza abbandonare in alcun modo le convinzioni fondamentali della Chiesa, sta spingendo verso una loro applicazione più compassionevole, comprensibile e misericordiosa, nelle circostanze concrete della vita quotidiana delle persone.

Il recente caso del cardinale Pell mostra che ci sono delle resistenze al cambiamento. Di cosa si tratta?

A parte il fatto che il cambiamento genera sempre resistenza in ogni ambito della vita, c’è una sorta di “vecchia guardia” all’interno del Vaticano fortemente collegata al modo in cui le cose sono sempre state fatte. In parte, questa è una questione di principio, una difesa della sovranità e dell’autonomia della Chiesa. In parte, è semplicemente una questione di persone che sono riuscite a salire in posti di potere del vecchio sistema e non vogliono che siano cambiate le regole del gioco. In alcuni casi può anche avere a che fare con la difesa degli interessi personali legati allo sfruttamento del sistema di benefici politici o finanziari. In ogni caso non è una sorpresa che Pell sia l’obiettivo delle peggiori opposizioni, perché in ogni sistema chi controlla il denaro è in una posizione fortemente critica.

Il Sinodo 2015 si prospetta complicato. Il confronto tra visioni diverse è duro. Chi avrà la meglio, se così si può dire, tra “liberal” e “conservatori”?

Prima di tutto non sono convinto che le categorie “liberal” e “conservative” siano le migliori per poter comprendere questo Papa, soprattutto perché viene da fuori dall’Occidente. La maggior parte delle persone nel mondo in via di sviluppo non si comprendono in termini di categorie “destra” e “sinistra”, che sono, in realtà, prodotti della cultura occidentale. Detto questo, è evidente che c’è stato uno scontro tra “progressisti” e “conservatori” all’ultimo Sinodo su tre questioni che dividono: comunione ai divorziati risposati, sensibilizzazione verso gay e lesbiche, maggiore accettazione per le cosiddette “coppie irregolari”, come ad esempio le convivenze fuori dal matrimonio. Non vedo alcun motivo per cui le divisioni su questi temi saranno meno evidenti nel prossimo Sinodo di ottobre, così il dramma non è ciò che accadrà al Sinodo, ma cosa accadrà dopo, quando Papa Francesco deve decidere cosa fare.

Azzardiamo: cosa farà il Papa?

Onestamente su questo punto è difficile fare supposizioni. Due anni di lavoro per seguire questo Papa mi hanno insegnato che sarebbe opportuno mettere un’etichetta di avvertimento come nei pacchetti di sigarette: “Attenzione…I pronostici sono pericolosi per la salute.

© La Nuova Bussola Quotidiana (06/03/2015)

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