Tre cadute ma… non sul Calvario

Tre cadute non per il peso della croce, ma per quello di certe bergoglionate.

Non vogliamo essere cattivi – non lo siamo – ma non vogliamo essere neppure succubi del pietismo mediatico.

Cadere per tre volte sulla stessa scaletta di un aereo per voli regionali, non è normale. Perché questo è accaduto a Papa Francesco e non certo per il suo vistoso problema deambulatorio.

Il primo inciampo...
Il primo inciampo…

Qualcuno ha dato “colpa” alla talare, ed è per questo insulso commento che facciamo questo articoletto, diversamente avremo taciuto sull’episodio.

Senza dubbio davanti a certi insulsi commenti sarebbe meglio tacere, ma questo lo si può fare quando non ci sono le immagini che, facendo il giro del mondo, lamentano un’impietosa ed imbarazzante situazione alla quale dare poi mille interpretazione più disperate quando, invece, la motivazione è una sola e molto semplice.

Papa Francesco ha deciso di portarsi “dietro” la sua 24ore, per carità, nulla da ridire… In ogni viaggio che ha fatto fino ad oggi, il Papa viene sempre accompagnato dal suo  fedele autista-portaborse il quale, anche alle Udienze generali del Mercoledì gli porta la borsa in piazza San Pietro…

Dunque, se il Santo Padre in diverse occasioni settimanali, affida al suo autista – il quale lo accompagna in tutti i viaggi apostolici – la propria borsa, perché non dargliela anche per salire sulla difficoltosa scaletta dell’aereo?

È ovvio che un sacerdote, quando indossa la talare, per salire pochi gradini, ha difficoltà e deve tenere per forza con una mano un lembo da sollevare per salire o scendere. Se codesto sacerdote tiene entrambe le mani occupate – una per reggersi alla ringhiera, l’altra per portare la borsa – è logico che prima o poi il lembo della talare finirà sotto le scarpe.

Il secondo inciampo...
Il secondo inciampo…

Questo è successo, immortalato dagli scatti dei fotografi lasciando non una, ma ben tre immagini imbarazzanti, surreali, e perfino patetiche, e che hanno fatto il giro del mondo, per finire così di denigrare, impoverire ed umiliare l’immagine del Successore di Pietro, l’immagine del Vicario di Cristo.

Non ci preoccupa, in tal senso, “vedere” il Papa inciampare, e cadere tre volte, perché se cadesse tre volte sotto il peso della Croce, sarebbe per noi modello di virtù, santità e martirio; ma vederlo cadere tre volte sotto il peso delle sue bergoglionate – perché tale è quando uno si ostina a non voler lasciare la borsa al suo fidatissimo autista che gliela porta poi per il resto della giornata – no! – è davvero troppo anche per noi, poiché al Papa vogliamo bene per davvero!

Vi stupisce? Credete forse che staremo qui a perdere del tempo se non ci trattenesse l’amore vero e sincero per il Vicario di Cristo?

Chi ama davvero il Pontefice in quanto tale, e non in quanto un fan Club di Bergoglio, non può rimanere indifferente davanti alla desolazione di queste immagini, all’imbarazzo nel quale questo Vicario di Cristo è piegato in due e arranca su una gelida e metallica scaletta, mentre il gruppetto di persone guardano senza sapere come intervenire.

Il terzo inciampo... Il problema non è la talare, il "rito della borsa".
Il terzo inciampo… Il problema non è la talare, ma il “rito della borsa”.

Per ben tre volte nessuna di queste persone scende per aiutare il Pontefice.

Lo possiamo immaginare: il carattere di papa Bergoglio è imprevedibile, potrebbe reagire ringraziando, come potrebbe reagire mandando a quel paese il “buon Samaritano”.

Lui è umile non perché si fa aiutare da qualcuno, ma perché fa tutto da solo, perché non sente il bisogno di farsi portare una borsa per salire sull’aereo – mentre poi se la fa portare per tutto il resto della giornata – e senza dubbio chiunque, con un po’ di sale in zucca (in grano salis), conterebbe fino a dieci prima di compiere un’azione buona, il tempo necessario affinché questo “pietoso rito della borsa”, finisca per com’era cominciato….

Santo Padre, non sappiamo se ci sta leggendo, o se qualche buon Samaritano possa farsi una nostra piccola eco: La supplichiamo, lasci la borsa al suo autista fidato, ma non tolga la talare. Sì, ha letto bene, temiamo infatti che episodi del genere possano piuttosto indurLa – da qualche demoniaco suggeritore – ad abbandonare la talare, dandole la colpa di questi tristi episodi.

Non pensi solo a se stesso, Beato Padre, pensi davvero alla gloriosa schiera dei Suoi Illustri, Venerabili, Santi e Beati Predecessori.

Non ultimo Colui che, ancora vivente, sta silenziosamente subendo, a causa delle innovazioni da Lei introdotte, un’impietosa critica perché viaggiava dignitosamente vestito da Romano Pontefice e di come, con vera umiltà, subiva il rigido protocollo che, per quanto duro e soffocante per Ella, preveniva tuttavia episodi tristi come questo che ha messo, purtroppo, in ridicolo la dignità del Vicario di Cristo.

L’abito non fa il monaco – né il Papa – ma lo identifica: anche l’occhio vuole la sua parte.

AGGIORNAMENTO

Papa Francesco la pensa come noi: come potete vedere, è salito sull’aereo di ritorno senza portare la sua 24ore.

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11 thoughts on “Tre cadute ma… non sul Calvario

  1. Faccio solo un piccolo appunto, forse un pò pignolo, ma necessario 🙂
    non si tratta “dell’autista” propriamente detto, o di un “portaborse”, si parla di Sandro Mariotti, già aiutante di camera di Benedetto XVI (dal 2012 al 2013) e poi di Papa Francesco (dal 2013).
    Con la riforma contenuta nella lettera apostolica Pontificalis Domus, promulgata da papa Paolo VI nel marzo 1968, cambia la denominazione ufficiale da maggiordomo a quella attuale di Aiutante di Camera di Sua Santità. E’ il laico più vicino al Pontefice e ricopre diversi incarichi di fiducia, all’occorrenza fa anche d’autista.

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    1. Incarichi di grande fiducia…. infatti…

      All’occorrenza (quando bisogna costringere Ratzingher a dimettersi) fanno anche le spie e le serpi in seno glia aiutanti di camera….

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  2. Solo chi è accecato dall’appariscenza perde di vista la coscienza. Come direbbe Gesù: “ingoiate il cammello e filtrate il moscerino”. Ma smettetela con queste patetiche ossessioni clericali, e apritevi alla bellezza e semplicità del Vangelo che papa francesco sta cercando di testimoniare con la sua semplice vita. Voi sognate ancora Tiare pontificie, mentre Gesù ci mostra un mondo di poveri che soffre e che aspetta mani tese e non tonache di lusso.

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    1. infatti inciampare per le scale per non farsi portare la borsa con lo spazzolino e il dentifricio è un tipico metodo di pura e semplice testimonianza della bellezza del Vangelo… mentre indossare la tiara è una patetica ossessione clericale…. ahahahaha siamo al delirio.

      e poveri… poveri…. poveri…. ma che c’entrano i poveri con le cascate di Bergoglio???? sai che gli frega ad un povero morto di fame che Bergoglio porta da solo la borsa ????

      co stì poveri ormai siamo alla patologia ….

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  3. Ma quante cazzate! E’ inciampato, e allora? Quante belle cose ci sarebbero da dire su questo splendido viaggio e voi vi soffermate su queste sciocchezze ?!

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    1. L’unica cosa divertente è stata questa…. sinceramente dei suoi begli incontri privati coi sodomiti è preferibile glissare, altro che belle cose… quali sarebbero stè belle cose??? I discorsi sui poveri e sulle specie in via di estinzione???? bellooooooo aoooooo bellissimoooooo

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  4. A me il viaggio non è piaciuto per niente, visto che invece di dire due parole sugli scandali degli aborti illegali e vendita di parti umane in usa il Bergoglio ha preferito incontrare sodomiti pubblici ed impenitenti e riparlare dei poveri, e della misericordia e poveri e misericordia e poveri e misericordia…..

    Glissiamo pure sulla visita a Cuba dove invece di sollevare l’indegna persecuzione ai cattolici dei fratelli Castro il Bergoglio ha preferito parlare di economia, di poveri e di misericordia, e non scordiamo l’ecologia.

    Oramai il mantra poveri-misericordia, misericordia-poveri e pure accoglienza-poveri-misericordia è un disco rotto, non se ne può più, manco fosse il presidente del banco alimentare.

    Le sue cascate penose poi non sono un semplice fatto “estetico”, ma contraddicono lo stereotipo fasullo dell’umile sudamericano pauperista che gli si vuole cucire addosso.

    Non si capisce perché debba portare la borsa da solo invece di farla portare ad altri e non si capisce perché visto che ha problemi alle ginocchia (tanto da potersi manco genuflettere davanti al Santissimo Sacramento) invece di fare tanto lo svelto (e poi cascare a raffica) uno tanto umile come lui non si fa portare la borsa da qualche assistente e non si fa aiutare a salire le scale come fa qualunque altro vecchio della sua età (78 anni suonati) con seri problemi di deambulazione e un solo polmone.

    Un po’ più di umiltà vera non guasterebbe e magari se si facesse aiutare a salire le scale e senza la valigia, riuscirebbe pure a mettersi le “pesantissime” croci d’oro e le insegne che tutti i papi prima di lui hanno sempre portato senza tante ipocrisie ed “originalità” da primadonna capricciosa.

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    1. 🙂 non esageriamo con la favola del solo polmone 🙂 lo ha spiegato lui stesso, gli venne asportato un pezzetto di polmone, tutto qui…. i suoi problemi respiratori non sono per i polmoni ma: non canta perchè è stonato peggio di una campana – lo ha detto lui – e fatica a respirare a causa del cortisone di cui fa uso per aggirare altri problemi di salute….

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