L’infallibilità del papa non è infallibilismo

L’infallibilità del papa non è infallibilismo

Quando un Pontefice (a prescindere da chi sia in quel momento il papa) agisce dicendo che la dottrina non è messa in discussione, ma di fatto usa la pastorale per aggirarla, egli non agisce più infallibilmente, ma arbitrariamente non garantendo più «la rigorosa fedeltà alla Parola di Dio».

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Così leggiamo dalla presentazione:

Essendo umana «essa risiede fra i regni di questa terra, i quali, almeno ai giorni nostri sono costituiti su basi esclusivamente umane. Uomini di governo e re, ai tempi presenti, non fondano la loro politica su considerazioni soprannaturali; il loro obiettivo è di governare i propri sudditi, di promuovere la pace e l’unione fra essi, di dichiarare la guerra a chi vi attentasse, seguendo criteri unicamente basati su princìpi naturali».
Se la Chiesa fosse soltanto una istituzione puramente umana potrebbe accordarsi con le altre istituzioni mondane, assecondando i loro tentativi di pacificazione e di benessere materiale, come nel presente romanzo farà il potente Felsenburgh incarnazione dello spirito del mondo. Ma la Chiesa è anche divina. «Essa non considera il mondo come principio e fine di ogni cosa; al contrario, mette risolutamente il regno di Dio innanzi a quello del mondo e la pace di Dio innanzi all’armonia degli uomini, Perciò, ogni qualvolta i suoi princìpi soprannaturali vengono in conflitto coi principi naturali, essa si vede costretta a divenire occasione di discordia».
Nel romanzo profetico del Benson pare che il mondo abbia raggiunto la sua pace e la sua felicità fuori del Cattolicesimo, anzi a dispetto di tutte le religioni, ma la sua pace è un quietismo mortificante, la sua felicità è puramente naturale. Il mondo è ridotto come un corpo senza più anima, o per lo meno pronto a espellere totalmente, dal suo complesso, l’anima. Ma quando l’anima parte dal corpo, il corpo muore. La pace e la felicità promosse dallo spirito del mondo non possono durare. É illusione del mondo che perisce.
Solo i veri cristiani, raccolti nella legittima Chiesa, un piccolo ed esiguo gregge superstite, sanno che la pace e la felicità naturali, ottenute mediante l’astuta politica del Felsenburgh non sono segni di vita, ma annunci di morte. La pace del mondo è labile; la felicità nel tempo è transitoria. «Noi desideriamo la pace sopra ogni cosa – dice il Benson nel suo sermone – ma la pace di Dio, non quella pace che il mondo, dal momento che può dare, può anche ritogliere, non la pace che dipende dall’armonia della natura con la natura, ma della natura con la Grazia!». E conclude con spietata sincerità: «Fino a che il mondo o una contrada, o una famiglia o anche una sola anima individuale, si fonderà su principi naturali discordanti dai divini, la religione soprannaturale cattolica porterà non pace, ma guerra. E questo avverrà fino alla fine del mondo, fino alla catastrofe di Armageddon che lo distruggerà».
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Non vogliamo tirarla per le lunghe, chi la vuole capire la capisca. Ciò che ci preme qui ora è chiarire il concetto di infallibilità papale a ridosso di una idolatria bergogliana che non ha riscontri passati neppure in quei tempi in cui il beato Pio IX, invocato come “papa re”, si guardava bene dal farsi idolatrare dai media del suo tempo e dagli stessi fedeli, accusando persino un certo fastidio ed imbarazzo davanti a quel termine il quale non piaceva neppure a Don Giovanni Bosco.
La Chiesa non è dunque una istituzione puramente umana, è proprio questa differenzazione da ogni istituzione umana e di Cesare a garantirle quella che chiamiamo, persino come dogma, infallibilità papale. Su tale infallibilità si sono scatenati grandi menti del nostro tempo e da cinquant’anni a questa parte tutti – in buona fede o meno – a sviscerare questo termine, sezionarlo in millesime parti pur di cercare in qualche modo o di screditare il Papa (leggasi i tradizionalisti estremi o i sedevacantisti), sia dall’altra parte, quella modernista, per attribuire ogni ragione al Papa, anche il più elementare starnuto trasformato in nuovo dogma infallibile, da parte di chi, oggi per esempio, ha fatto del Papa un feticcio di adorazione, una icona intoccabile.
A questo neppure Benson nel suo profetico romanzo c’era arrivato, nessuna mente cristiana pura avrebbe potuto pensare o immaginare un Pontificato nel quale l’infallibilità sarebbe stata imposta a prescindere dalla ragione e a prescindere da ogni logica dottrinale diventando infallibilismo. O che addirittura un Papa, in nome della pastorale, non intendesse più difendere la dottrina, o dichiarasse “farisei e rigidi” coloro che lo avrebbero fatto al suo posto.
Noi è un appello che vorremo lanciare da qui, una supplica al Santo Padre, ma anche un invito a quanti del Papa stesso ne hanno fatto icona di infallibilità. Siamo arrivati al punto che qualunque cosa dica il Papa o faccia, è infallibile a prescindere, è infallibile perchè è Papa “Francesco”.
Il punto è che…

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