UDIENZA DI PAPA FRANCESCO AI FFI / SECONDA PRIMA

ECCO A VOI L’INEDITA RISPOSTA INTEGRALE di cosa disse veramente Papa Francesco ai FFI nel famoso incontro del 10 giugno 2014 è da leggere attentamente. SECONDA PARTE.

Udienza di Papa Francesco ai FFI – parte seconda

con il commissario Volpi ofm capp.

Come per la prima parte vedi qui – anche in questa abbiamo ritenuto opportuno aggiungere delle Note per una comprensione, o approfondimento, dei fatti.

Domanda 1

Carissimo Padre, la prima domanda è su questo nostro commissariamento… c’è stato un grande rumore mediatico con accese critiche rivolte alla sua persona, al prefetto e al segretario del dicastero preposto della vita consacrata… non ché al commissario apostolico infatti, che hanno accettato di collaborare con lui. In molti hanno avanzato l’idea che finora lei non è al corrente di nulla… e che quindi è necessario fare accettazione. Qual è in realtà la sua idea sulla nostra situazione? (1)

Risponde il Papa a braccio:

Grazie prima di tutto per essere venuti e grazie per iniziare questo incontro… i monaci vecchi nella loro semplicità dicevano che nei momenti delle grandi turbolenze spirituali si doveva andare sotto il Manto della Santa Madre di Dio, soltanto lì c’è sicurezza. Voi avete cominciato pregando la Madonna e questo per me è un buon segno, un buon segno e che siete in turbolenza spirituale questo lo sapevano tutti. Grazie per questo….

Poi mi scuso di parlarvi seduto, ma ieri ho avuto problema de febbri intestinali, ora non vi dico… e sono un po’ debole… sono cose che accadono a tutti, ma non ho voluto sospendere questo incontro per me molto importante.

Prima di rispondere a te (indicando il frate che ha posto le domande), per una chiarezza: io quando venivo a Roma e alloggiavo nella Domus Paolo VI, in via della Scrofa, venivo in Vaticano. Per tornare e andare al ritorno in Via dei Coronari, c’è quella chiesina, quella piccolina, subito entrando alla porta quindi ho visto Santa Teresina che amo tanto e San Michele Arcangelo. E un giorno, al ritorno, quando ero solo, mi fermavo a pregare in essa Santa Teresina del Gesù Bambino e a pregare San Michele Arcangelo perché difendesse la Chiesa. Un giorno mi si avvicinò uno di voi, piccolino come il buon profumo.

Non so se ho fatto una domanda, lui faceva le pulizie e io gli ho chiesto come si chiamava: Anselmo… filippino. Ho domandato due settimane fa dov’era, mi hanno detto che è in Nigeria – spero che non sia sotto la guerra – e questo mi ha dato tanto esempio di umiltà e diceva cose belle e l’umiltà di un frate mi fa tanto bene. Vi ringrazio per il bene che la vostra Congregazione mi ha fatto, in questo dialogo con questo fratello e anche nella preghiera. Alcune volte c’era il Santissimo e mi fermavo lì a prendere la benedizione.

Mai avrei saputo che un giorno, ci sareste qui tutti voi. Ringrazio il padre Commissario per le parole che diceva e ce n’è una che lei ha preso dall’impostazione di San Francesco sulla cattolicità. Il cattolico San Francesco, (quando sta per morire) vive in quel tempo in cui tutte quelle correnti di povertà, semi-povertà, i poverelli che non erano tanto cristiani, poco cattolici e lui sistema tutto, la povertà viene sistemata, rifacendosi a Gesù Cristo spogliato ma anche all’obbedienza alla Chiesa e dice quel che ha detto il Padre Serafico, che quella persona che vuole dividere e non diventa cattolica, deve andarsene via, se non vuole correggersi.

Sant’Ignazio diceva questo: a quelli che fanno divisione in una comunità – strappano alla comunità la cattolicità con la Chiesa, se non si correggono devono essere cacciati via, perché sono – sentite questo – la più grande peste.

E sì; e noi sappiamo che l’autore delle divisioni è Satana, il principe di questo mondo. Ma tutti noi, nella nostra vita, siamo caduti in alcune di alcune di queste cose, quindi siamo peccatori, ma poi con il nostro padre spirituale, ci siamo corretti e tornati sulla via. C’è una tentazione: “Faccio io meglio questo da solo che con la comunità”. Non dire così.

Questa è un’introduzione che volevo fare. E se qualcuno vuole scrivere ad Anselmo, lo saluti da parte mia.

E, per favore, mi ripeti la domanda?

… Qual è in realtà la sua idea sulla nostra situazione?

ma io credo che non sono tanto scemo… per avere bisogno di una grande spiegazione per capire una cosa, poi credo che con una bella spiegazione lo capirò (audio incomprensibile) l’agitazione non rientra nello Spirito… l’agitazione in una comunità sono quelle che fanno agitazione…

Ma a me mi è stata spiegata la situazione calmamente, calmamente… ho pregato con benevolenza per voi… e ho sentito che dovevo prendere quelle decisioni per consigliarvi e così… Nessuno di quelli che mi hanno spiegato la situazione erano, diciamo “dello stesso partito”… c’era diversità tra l’uno e l’altro, no?!  Ma tutti volevano il bene della Congregazione, sicuro, sicuro. (2)

Mi hanno spiegato bene, e tutti quelli che mi hanno spiegato hanno veduto. Forse la decisione non era quella che loro consigliavano, un po’ diversa? Ma hanno veduto. Qualcuno consigliava una forma, uno un’altra… perché sempre c’è in una consultazione diversità, no?! … ma nessuno di quelli che hanno scritto contro di me, che hanno sparlato per la decisione… non è venuto a dirmi una parola… io non li ho respinti perché a me piace sempre la parola aperta… perché al contrario se tu ti lasci mettere nel circolo, tu finisci male… credendo che la verità è dentro al circolo…

Per esempio qui a Santa Marta non abbiamo… la porta è sempre aperta e tante volte passa un vescovo e mi lascia una carta… e tutti possono dire le cose. (3)

Ma quello che alcuni giornalisti – dicono, ma che io non conosco bene i vaticanisti… sono un altro paese – si sono permessi di fare critiche e anche sparlare della decisione… ma io voglio dire: tutti quelli che sono venuti a parlare di questo sono stati sentiti… (4)

Il principio che mi ha aiutato è quello di una urgenza… perché è proprio il principio della cattolicità… il problema della riforma protestante è cominciato proprio con lo staccarsi dal vescovo, con lo staccarsi da Roma, e non è la cattolicità no?!

Sant’Ignazio ci dice che la regola “per sentire con la Chiesa” è che se io vedo una cosa nera che è nera e la Chiesa mi dice che è bianca devo dire che è bianca… e aldilà dell’esagerazione, ma è per dire lasciamoci… capire l’obbedienza, guardiamo a Gesù che si annientò fino alla morte de croce per l’obbedienza…

In un primo momento io ho pensato che si poteva andare in un primo discernimento fra i membri della comunità quelli che vogliono obbedire… l’ultima istanza della Chiesa è quello che dice il Papa… e quelli che vogliono obbedire vengono… (5)

QUESTO NON SIGNIFICA UNA CONDANNA AGLI ALTRI… quelli che sono ancora nel dubbio, nella tentazione… nella prova perché NON E’ CRISTIANO CONDANNARE PRIMA DEL TEMPO eh! questo Gesù non lo faceva…. Gesù aspettava, aspettava…. ma se significa questa è la strada per salvare il Carisma.. (6)

Voi siete in una crisi di adolescenza, un Istituto in crescita… non vi dico adolescenti, no, no, ma la Congregazione è adolescente e tanto benedetta dal Signore, e continua la sua crescita, così la dobbiamo vedere, con speranza ed occhi aperti perché tutti siano uniti…

Ho risposto alle tue domande? (“sì”, risponde il frate), e il papa invita a farne altre per chiarire la situazione…

NOTE

1) La domanda è tendenziosa, si direbbe in un tribunale normale e dove si rispettano le controparti. Tendenziosa perché il frate attribuisce un attacco diretto al Pontefice mentre le contrarietà che furono espresse a suo tempo non erano “contro il Papa” ma contro le modalità che seguirono il Commissariamento senza una spiegazione plausibile, ancora oggi infatti non si conoscono le vere motivazioni e lo stesso Pontefice in queste risposte, pur chiarendo i principi dell’atto di governo, non spiegano però chi e perché ha mancato…. Infatti anche qui assisteremo, nella risposta del Papa, altre incongruenze e l’assenza, ingiustificata, degli accusati.

2) Dice il Papa: …. Nessuno di quelli che mi hanno spiegato la situazione erano, diciamo “dello stesso partito”… c’era diversità tra l’uno e l’altro, no?!

No Santità! Lei NON ha ascoltato i Fondatori dell’Istituto, come fa a dire che tutti quelli che la spingevano a prendere una decisione per il bene dell’Istituto non erano “dello stesso partito”? ma è ovvio che lo erano. Il fatto stesso che nessuno ha sollecitato la santità Vostra ad ascoltare i Fondatori, responsabili di questa presunta deriva, la dice lunga del “partito” che si è presentato a lei…

3) Dice il Papa: … qui a Santa Marta non abbiamo… la porta è sempre aperta e tante volte passa un vescovo e mi lascia una carta… e tutti possono dire le cose

Ma, Santità, ci spieghi allora perché ai Fondatori dell’Istituto è stato, ancora ad oggi, vietato di incontrarla… neppure all’avvocato difensore di Padre Manelli è stato concesso di incontrarla. Ma anche a coloro che la pensano diversamente dal Commissariamento è stato possibile avvicinarla per spiegarle le cose come stanno e che si tratta di una guerriglia interna all’Istituto, guerra fatta di invidie e gelosie… Se ciò che lei dice santo Padre fosse vero (e non dubitiamo che questo sarebbe ed è il suo desiderio), l’ingresso a Santa Marta dovrebbe essere consentito a chiunque e questo è un falso clamoroso… Non solo bisogna mettersi in lista (e questo ci sembra ragionevole e giusto per evitare il caos), ma nella lista non ci si arriva affatto se non si è raccomandati, e non è vero che chiunque può venire a dire “le cose”…

Il Papa nell’intervista a padre Spadaro dell’agosto 2013 disse che si sentiva FURBO MA ANCHE INGENUO… in quale delle due si sente confinato oggi a fronte di questo clamoroso inganno ai danni di una delle Congregazioni più benedette da San Padre Pio, da San Giovanni Paolo II, da Benedetto XVI, e ricca di vocazioni?

4) Il Papa afferma: … tutti quelli che sono venuti a parlare di questo sono stati sentiti… e noi gli crediamo, e lo crediamo anche sincero, ma è lampante, come spiegato nella nota sopra, che coloro che non sono riusciti ad andare dal Papa NON sono stati ascoltati, non sono stati sentiti e di conseguenza il Papa ha dato ragione esclusivamente ad una corrente. E cosa e chi impediva al Papa di mandare a chiamare i Fondatori dell’Istituto per ascoltare anche la loro campana? Riguardo ai vaticanisti… ricordiamo che ben due frequentatori presunti vaticanisti conoscono bene il papa ed hanno porte e telefoni accessibili: Tornielli che ne approfitta per fare scoop e per denigrare chiunque non la pensi come lui e Scalfari, il nuovo vangelo di santa marta (minuscolo in questo caso) attraverso il quale è il papa stesso ad aver affermato quanto ci tenga alle sue opinioni… quindi è ovvio che il papa si riferisce ai vaticanisti che non sono d’accordo su alcune decisioni che prende o meglio, che non comprendono e chiedono chiarimenti che il papa NON concede mai…. il caso di Sandro Magister, trattato aspramente da Radio Vaticana, la dice lunga e insegna.

5) L’obbedienza, e siamo d’accordo con quanto il Papa esprime ma… dove sta la prova che i Fondatori avrebbero disobbedito al Vescovo (secondo l’esempio fatto dal papa) e al papa? Abbiamo dimostrato nella prima parte vedi qui, che  per la questione inerente all’obbligo della celebrazione della Messa nel rito antico, non c’è stato alcun riscontro alla presunta disobbedienza, nessun riscontro alle accuse rivolte ai Fondatori e formatori dal momento che è stato loro impedito di difendersi ed uno, fino a prova contraria è innocente… ma qui si è proceduto attribuendo una disobbedienza automatica….

6) Apprendiamo con sollievo che il Papa non ha ancora condannato nessuno… eppure tutti gli atti di Volpi ieri, e ciò che sta accadendo anche contro le Suore oggi, dimostrano chiaramente che questi commissariamenti sono una conseguenza di una condanna già palese a quanti sono stati accusati di DISOBBEDIENZA al vescovo e al papa… Non ci vuole una laurea in legge per comprendere che qui si sta consumando una gravissima ingiustizia…. Ha forse incontrato, oggi, il papa la superiora del ramo femminile dell’Istituto? NO, eppure anch’esse sono state commissariate con le stesse accuse, addirittura di non aver applicato le riforme volute dal Concilio… e ci fermiamo al Decreto, beffardamente con la data del 2012, lasciando da parte le accuse mediatiche. Il Papa sta commettendo lo stesso errore, non sta ascoltando i diretti interessati.

AGGIORNAMENTO: mentre completavamo l’articolo, l’autentico vaticanista (che fa il suo mestiere con onestà e dedizione) Marco Tosatti, ha pubblicato – vedi qui – la smentita della Suora a riguardo delle parole espresse, crudelmente, contro la figlia stessa e pubblicate dal Corriere della sera:

Ho avuto modo di ascoltare con mio grande disappunto l’intervista rilasciata da mia madre ad un noto programma televisivo (Corriere Tv) e poi diffusa sul web e mandata in onda in altri programmi (La vita in diretta su Rai 1). Posso comprendere che mia madre si sia fatta trascinare dal suo affetto materno nel rilasciare una tale testimonianza che – mi dispiace dirlo – contraddice la verità dei fatti…”

Ci chiediamo se il Papa ascolterà questa testimonianza come ha ascoltato gli altri….

Per concludere questa seconda parte, abbiamo dimostrato dalle parole stesse del Pontefice, che esiste un difetto di forma fin dalla base di questo incontro dal momento che non è stata mai concessa una udienza ed un incontro ai “cattivoni” dell’Istituto, contrariamente a ciò che dice il Papa: Santa Marta è aperta a chiunque…

No! Santa Marta è forse aperta ai nuovi lecchini di oggi, ma di certo ha le porte sbarrate a chi voglia davvero e con onestà filiale, parlare al Pastore per chiarire certe situazioni.

La questione in sé non ci scandalizza perché in fin dei conti, l’accesso al Pontefice, è sempre stato (e con buone certe ragioni) minuziosamente filtrato, ma ci scandalizza che il Papa faccia passare tale apertura come una punta di diamante del suo pontificato, dei suoi gesti di apertura, mentre invece, gratta, gratta, si scopre che il diamante era un fondo di bottiglia.

Segue ora il video originale dell’incontro del Papa con i FFI in quel 10 giugno 2014 dal momento che (la madre dei cretini è sempre incinta) siamo stati accusati di esserci inventato tutto e di aver attribuito al Papa cose non dette. Noi, con queste trascrizioni, stiamo cercando di rendere più fruibile e “leggibile” un audio ovattato e di non facile comprensione e chiunque (come abbiamo già detto nella prima parte), con un pizzico di onestà intellettuale, saprà riconoscere che non abbiamo inventato nulla di ciò che è riportato.

FONTE: cooperatoresveritatis.net

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