“Allium cepa”, il vescovo pronto a sacrificare Gesù Bambino

Il Signor Vescovo, Cipolla dunque, vuole sacrificare Cristo in nome della “pace”. Ma quale “pace”?

La cipolla (Allium cepa L.) è una pianta coltivata bulbosa tradizionalmente attribuita alla famiglia delle Liliaceae, secondo schemi tassonomici più recenti da inserire tra le Amaryllidaceae. È una pianta erbacea biennale il cui ciclo di vita, in coltivazione, viene interrotto a un anno al fine di destinarla al consumo…

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Ehm a si, scusateci, stavamo seguendo una interessante trasmissione sulla cipolla, i suoi effetti, i benefici come anche le controindicazioni. Interessante che per la cipolla naturale il suo ciclo di coltivazione viene interrotto dopo un anno, per essere consumato, mentre del signor vescovo di Padova, Cipolla, c’è il rischio che sarà mantenuto (dall’8 per mille, ovvio) fino a 75 anni, e visto che è classe 1955 la vediamo davvero brutta.

Ad ogni modo avrete capito di cosa vogliamo parlare ma, senza ripeterci, troverete un riepilogo eccellente a firma di Riccardo Cascioli (clicca qui).

Il Signor Vescovo, Cipolla dunque, vuole sacrificare Cristo in nome della pace.

Ma proprio lui che risiede nel cuore del francescanesimo antoniano come fa a non ricordare che il Presepe fu invenzione di San Francesco d’Assisi? E perchè i francescani stanno zitti? Va bene che sono troppo presi dai soldi, dai fallimenti finanziari ed altro, ma insomma, ma quelli della Basilica del Santo dormono proprio, oppure convivono con la paura….

Francesco di Assisi andò anche in Terra Santa e se avesse sospettato che fare un Presepe avrebbe potuto rovinare quei faticosi rapporti che voleva creare con l’Islam, in una parola se avesse ragionato come il Signor Vescovo Cipolla, il Presepe non lo avrebbe mai fatto. Ma ringraziando il cielo abbiamo San Francesco d’Assisi dalla nostra parte e quanti volessero fare un Presepe a Natale, non fatevi intimidire da certi ortag… ehm scusate, da certi pastori, fatelo tranquillamente perchè, tanto, più avanti andremo e di peggio ne sentiremo.

Allium cepa, il Signor Vescovo di Padova, dopo essersi accorto delle cretinate che ha detto, mette una toppa ben peggiore al danno fatto e dice, questa va letta:

«Papa Francesco ci sollecita di continuo nell’obiettivo di costruire un mondo di pace, senza conflitti, in cui la relazione tra fratelli sia prioritaria e l’indifferenza non trovi casa. Per noi cristiani è un richiamo forte, costante, specie in questo tempo di Avvento che ci accompagna al Natale. Ed è per questo che non possiamo utilizzare le religioni per alimentare conflitti o inutili tensioni. Purtroppo le religioni spesso sono strumentalizzate per altri interessi. Non sono contro la presenza della religione nello spazio pubblico, né tantomeno contro le tradizioni religiose, ma né le religioni né le tradizioni religiose possono essere strumenti di separazioni, conflittualità, divisioni. Fare un passo indietro non significa creare il vuoto o assecondare intransigenze laiciste, ma trovare nelle tradizioni, che ci appartengono e alimentano la nostra fede, germi di dialogo».

Incredibile! Tutto ciò uscito dalla testa di uno appena fatto vescovo il che vogliono dire due cose:
1. il potere gli ha già dato alla testa;
2. aveva già qualche disfunzione ma al Papa è stato taciuto.

La seconda potrebbe essere, del resto il Papa stesso sull’aereo di ritorno dall’Africa, sul caso Coquie ha detto che non sapeva nulla di codesta persona e che mai avrebbe immaginato… quando si sa perfettamente che la scelta è stata tutta sua e come fai a mettere persone che non conosci in questi posti? Ad ogni modo ci stanno bene entrambe le motivazioni, Cipolla in fondo ha fatto capire ben da subito la robustezza della sua nomina.

Veniamo al dunque, perdonateci, ma è necessario riprendere i passi del vescovo:

– “Papa Francesco ci sollecita di continuo nell’obiettivo di costruire un mondo di pace, senza conflitti, in cui la relazione tra fratelli sia prioritaria e l’indifferenza non trovi casa”.

Rispondiamo e chiediamo: il Papa a breve benedirà il Presepe in Piazza San Pietro, come fa, Allium cepa, ad usare il Papa per dire le fesserie che ha detto? E cosa c’entra la relazione tra fratelli con la negazione del Presepe di Colui che tutti relaziona?

– “Per noi cristiani è un richiamo forte, costante, specie in questo tempo di Avvento che ci accompagna al Natale. Ed è per questo che non possiamo utilizzare le religioni per alimentare conflitti o inutili tensioni. Purtroppo le religioni spesso sono strumentalizzate per altri interessi…”

Rispondiamo e domandiamo: ma che c’azzecca tutto questo con il Presepe? Allora visto che noi ora giochiamo con il suo cognome – Allium cepa – come sanno fare bene i figli discoli, eliminiamo lei, caro Signor Vescovo di Padova, non le sembra giusto e corretto se dovessimo applicare alla lettera le sue parole? Non le sembra piuttosto che è lei a strumentalizzare il Presepe per raggiungere altri scopi ed altri interessi a noi, al momento, sconosciuti?

– “Non sono contro la presenza della religione nello spazio pubblico, né tantomeno contro le tradizioni religiose, ma né le religioni né le tradizioni religiose possono essere strumenti di separazioni, conflittualità, divisioni”.

Rispondiamo e domandiamo: e ci mancherebbe altro che fosse contro “la presenza” della religione negli spazi pubblici, perchè il primo ad andarsene allora dovrebbe essere lui che bacia e abbraccia sindaci e autorità vestito da vescovo. Ma poi, da quando in qua il Presepe è oggetto di divisione o di conflitto? Ma poi, sbagliamo o Nostro Signore fu già fatto oggetto di una certa strage per mano di un certo Erode? “Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: “Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo” (Mt 2,1-12.16), e ci fu una strage. Cosa ne dobbiamo dedurre?

– “Fare un passo indietro non significa creare il vuoto o assecondare intransigenze laiciste, ma trovare nelle tradizioni, che ci appartengono e alimentano la nostra fede, germi di dialogo”.

Rispondiamo e domandiamo: la ciliegina sulla torta non manca mai! Se non significa “creare il vuoto”, questo passo indietro, come va fatto? Come lo riempiamo, con le cipolle? e ripetiamo, che c’azzecca questo con il Presepio? Il Presepe non è una tradizione come un’altra, e non abbiamo già accolto, nella nostra tradizione del Natale il Babbo Natale, il Santa Claus americanizzato e commercializzato?

Reverendo Signor Vescovo di Padova, Allium cepa (siamo certi che leggendoci le strapperemo anche un sorriso), senza presunzione vogliamo ricordare quanto segue: era la notte del 24 dicembre 1223, Francesco si sentì invadere il cuore di tenerezza e, come illuminato, di slancio volle rivivere nella selva di Greccio, vicino Rieti, l’umile nascita di Gesù Bambino con figure viventi.

Gli venne così spontaneo e così bene che nacque la bella e suggestiva tradizione del Presepio nel mondo cristiano, che sarà ripresa dall’arte e dalla devozione popolare lungo i secoli successivi, con l’apporto dell’opera di grandi artisti, tale da costituire un filone dell’arte a sé stante, comprendenti orafi, scenografi, pittori, scultori, costumisti, architetti.

Caro Vescovo di Padova, cosa c’è di offensivo in tutto ciò?

Cascioli dice giustamente: “L’islam, quando arriverà in forze, non avrà neanche bisogno di combattere, i cattolici si saranno già autoliquidati”, questo ci fa venire a mente che, fra le tante tradizioni già barattate e sfrattate, troviamo quella del Nome di Maria Santissima, il 12 settembre, a seguito della vittoria contro i Turchi nel lontano 1689 e qui ben descritta da San Giovanni Bosco.

Chi festeggia più, oggi, il Nome di Maria? E il Signor Vescovo Allium Cepa, dopo la Madre, vuole barattare anche il Figlio? E in nome di chi e di che cosa? Ci viene da chiedere perché Giovanni Paolo II (canonizzato) abbia a sua volta canonizzato un certo frate francescano, tale Marco d’Aviano che di quella battaglia le sapeva tutte visto che ci si è trovato nel mezzo.

Insomma, in nome di chi e perché dovremmo barattare la nostra identità di Cattolici nel cui nome sono racchiusi fiumi e fiumi di martiri e santi. E mentre in Terra Santa e in Medio Oriente, ma anche in Africa, in India, in Pakistan i Cristiani vengono massacrati, oggi, perché portano un Crocifisso al quale non vogliono rinunciare, qui in Italia e con la panza piena, magari dopo un bel pranzo condito con Allium Cepa pagato con l’8 per mille, si predica di abbandonare la tradizione del Presepe per non urtare il dialogo….

A proposito di Papa Francesco, così disse: « È significativo che i padri egiziani del deserto dicevano che la vanità è una tentazione contro la quale dobbiamo lottare tutta la vita, perché sempre ritorna per toglierci la verità… e per far capire questo dicevano: è come la cipolla, tu la prendi e cominci a sfogliare. E sfogli la vanità oggi, un po’ di vanità domani, e va avanti tutta la vita sfogliando la vanità per vincerla. Così alla fine stai contento: ho tolto la vanità, ho sfogliato la cipolla. Ma ti rimane l’odore in mano» (omelia del mattino 25-09-2014).

Concludiamo con Nostro Signore Gesù Cristo che insegna ed ammonisce:

Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua…

Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?

E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?

Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi (Mc 8,34-38).

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9 thoughts on ““Allium cepa”, il vescovo pronto a sacrificare Gesù Bambino

  1. …. mi sembra che anche Radio Vaticana alla fine della fiera da una risposta al vescovo di padova:
    http://it.radiovaticana.va/news/2015/12/02/c%C3%A8_una_volont%C3%A0_di_desacralizzazione_dietro_i_no_al_presepe/1191479
    infatti il punto è questo:
    ” – Io mi stupisco che ci si possa fare la domanda: “A chi può dare fastidio il presepe?”, perché mi sembra veramente che si sia al di fuori di qualsiasi logica. Il Presepe, proprio per la sua struttura, è un segno di amore: è il segno dell’incarnazione di un Dio sulla terra, che entra nella storia. E quindi non capisco a chi possa dare fastidio. E in più, negli anni, è diventato in qualche modo il simbolo di una festa che è universale. Anche in Italia, infatti, il Natale è festeggiato anche da chi non è credente.”
    mons. Claudio Cipolla, che ha difeso i simboli natalizi avanza con quel “purché non creino divisioni…”, il punto sbagliato è associare il Presepe a quel “purchè….” 😉
    la sua logica è difettata, non la presenza di un Presepe….

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  2. Caterina, la logica non e’ il forte della “gestione” attuale della Chiesa. Fra’ Cipolla in fondo non fa altro che seguire l’andazzo. Pecore, piuttosto che pastori.

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    1. non sono d’accordo Claudio, o meglio, è vero che l’andazzo di oggi riguardo a chi guida la Chiesa getta confusioni e ambiguità, ma certi vescovi lo stanno superando 😉 seguire l’andazzo di chi governa la Chiesa infatti, sarebbe davvero lontano da queste affermazioni fatte….. e magari fossero pecore, queste seguono davvero il Buon Pastore che infatti le ha additate quale esempio di fedeltà e obbedienza 😉 viceversa sono pecore travestite, lupi voraci travestiti…. Resto sempre più convinta che pur mettendoci del suo, il Papa è comunque circondato da inetti di cui si fida e non è una scusante questa…. 😉

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    1. 🙂 senza dubbio, senza dubbio….. se non erro qui hanno fatto un articolo anche sul re che scopre finalmente di essere nudo :-)…. ma quando accadrà con il nostro, sarà troppo tardi per lui, ma mai per la Chiesa …. Questi vescovi possono e faranno danni gravi è vero, ma oltre non andranno!

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  3. Dai Caterina siamo onesti. E’ “l’effetto Bergoglio”, ha ragione Socci.
    Adesso ci sono presidi di scuole cattoliche che cancellano perfino la messa di Natale per non urtare i piccoli atei o islamici, che sono tanto sensibili.
    Ma tu pensa se con Ratzinger cose del genere erano possibili. E’ l’effetto Bergoglio (che guarda caso non ha detto una parola), Socci ha ragione al 100%

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    1. Claudio, io collaboro alle discussioni quando si parla di fatti oggettivi e non di opinioni personali 😉 perciò mi astengo dal commentare il tuo ultimo intervento…..

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      1. Claudius non Claudio 😉
        Ma cara Caterina, il fatto che queste cose non succedevano con Ratzinger, E’ UN FATTO OGGETTIVO, e non e’ mai troppo tardi per imparare che i fatti hanno conseguenze. Ha ragione Socci, mi spiace.

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