“Vaticanate”. In San Pietro si prega per cani e porci, ma non per la Famiglia

C’è senza dubbio tanta provocazione, voluta, in questo titolo e che comprenderete nel finale, ma anche tanta amarezza che condividiamo e preleviamo dall’articolo di Antonio Socci: Un retroscena sconcertante.

Ad un certo punto Socci fa sapere di un fatto che ha davvero del diabolico e del perverso e scrive:

“Lo dico con dolore e inquietudine. Ma questa precisa sensazione mi è venuta quando ho saputo un fatto, finora sconosciuto, che purtroppo permette di capire molte cose. Com’è noto, nella Basilica di San Pietro ogni mattina si celebrano molte messe e sono tanti i gruppi che, prenotandosi, le fanno celebrare.

Family Day 2016: famiglie in difesa della Famiglia.
Family Day 2016: famiglie in difesa della Famiglia.

Dunque nei giorni scorsi un gruppo di persone che dovevano venire al Family day avevano prenotato una Messa alle 7 del sabato mattina. Tutto a posto, tutto normale, come sempre.

Ma all’ultimo momento  è arrivata una comunicazione sconcertante: annullate tutte le messe.

All’insistente richiesta di spiegazioni alla fine è stato risposto – a quanto mi riferiscono – che per coloro che partecipavano al “Family day” non era ritenuto opportuno celebrare messe…

Siamo dunque a questo punto. Credo che ogni commento sia inutile. Questo sarebbe il Vaticano oggi? Dov’è la paternità? Qual è mai quel padre cattolico che per punire i figli (rei di vivere la fede con coraggio e generosità) arriva a privarli della Messa?

Com’è possibile arrivare a consumare così sciocche e meschine vendette? Questa sarebbe l’epoca della “misericordia”?

C’è una cosa urgente da fare: pregare per coloro che oggi dovrebbero fare i pastori del gregge, per coloro che sarebbero “pastori”…

Pregare oggi più che mai. Pregare davvero con tutto il cuore per la nostra povera Chiesa”.

Dirsi sconcertati o senza parole, è poco! Qui siamo di fronte a quel “fumo di Satana” di montiniana memoria che, è evidente, sta oscurando del tutto la vera memoria della Chiesa. E di quale memoria parliamo?


Il giovane San Pio da Pietrelcina. Gli fecero guerra, ma non lo vincessero perché il Signore gli era accanto (cfr. Ger 1,19)
Il giovane San Pio da Pietrelcina. Gli fecero guerra, ma non lo vinsero perché il Signore era con lui (cfr. Ger 1,19)

Quella di un fatto analogo, e sinistramente identico, accaduto a san Padre Pio da Pietrelcina, qui troverete il fatto integrale, a seguire invece vi riportiamo uno stralcio significativo.

A Padova si combatte una battaglia: il vescovo è contro Padre Pio e contro i suoi Figli spirituali, si arriva allo scontro – che Padre Pio non vuole – e che diventa un muro di ignoranza quando dice: “Ho dato ordine ai sacerdoti di non ricevere offerte di sante messe per Padre Pio e di rifiutarle anche se hanno sentore che l’offerente dica che la messa è secondo le sue intenzioni ma che in realtà sia poi per Padre Pio”. Il povero figlio spirituale dei Padre Pio è imbarazzato: – Feci al parroco questo ragionamento:

Se si può pregare per qualsiasi persona, anche se è scomunicata, purché sia per la salvezza della sua anima, perché non si può pregare per Padre Pio e in unione con Padre Pio? È forse un animale?”. Con fare beffardo, il sacerdote mi rispose: “Se vuoi che dici la messa per il tuo maiale te la dico, ma non per Padre Pio”.

Ai figli spirituali del Padre di Padova non resta che fare una cosa, andare da Padre Pio e chiedere come reagire… C’è qui uno scambio di biglietti, il vescovo manda a Padre Pio un biglietto con scritta la motivazione che però nasconde, appunto un’eresia, quella stessa eresia che si è ripetuta dal fatto raccontata da Socci.

Per capire il fatto riportiamo il pezzo originale estratto dal libro di Renzo Allegri A tu per tu con Padre Pio, cap. 15:

Il vescovo terminava il suo scritto con una considerazione di carattere dottrinale, che costituì poi il punto focale delle polemiche.

“Sottolinea poi il vescovo la necessità di evitare ogni esagerazione nelle forme di devozione. Si sconsigliano perciò sacerdoti e fedeli dall’organizzare in diocesi pellegrinaggio al Padre Pio da Pietrelcina e anche celebrazioni di sante messe o cenacoli di preghiera in unione al predetto Padre. Si ritiene che ciò non corrisponda al sensus Ecclesiae Christi, perché la Chiesa riserva certe determinate manifestazioni ai Servi di Dio già defunti”.

E qui casca l’asino perché, a smascherarlo e a farlo cadere sarà proprio Padre Pio. Fu proprio il Vescovo a dire al figlio spirituale del Padre rimasto sconcertato dallo scritto del prelato, quando gli disse : “Va’ da Padre Pio e chiedigli il suo parere”.

E il parere del Padre arriva:

“Sapeva che, data la situazione, la sua risposta sarebbe stata esaminata meticolosamente, anche nei significati sottintesi. Perciò mi chiese ripetutamente se il vescovo chiedeva veramente il suo parere. «Certo, mi ha mandato qui a posta», gli risposi. Allora mi fece cenno di seguirlo. Andammo in una saletta del convento, si sedette e mi chiese di rileggergli adagio quanto aveva scritto il vescovo. Si soffermò sulla parte finale, la nota di carattere dottrinale, e volle commentarla ampiamente. Mi faceva leggere una frase ed esprimeva il suo pensiero. Io prendevo nota.

Lessi: “Il Vescovo sottolinea poi la necessità di evitare ogni esagerazione nelle forme di devozione”.

Padre Pio: “Niente da dire”.

Lessi il secondo paragrafo: “Si sconsigliano perciò sacerdoti e fedeli dall’organizzare in diocesi pellegrinaggi al Padre Pio da Pietralcina”.

Padre Pio: “Fin qui va bene. I pellegrinaggi Padre Pio stesso gli sconsiglia e quando si presentano dei gruppi, cerca di evitarli e non li strapazza perché sono creature di Dio”. Poi, parlando sottovoce, soggiunse: “Il colpo qui è contro di me… in ultima, vengono per purgarsi l’anima”.

Lessi ancora: “E sconsiglia anche celebrazioni di Sante Messe…”.

Padre Pio: “Questo è contro la carità. Io posso pregare per i buoni, perché siano perseveranti, e per i cattivi, perché si convertano. Anzi, come dice Sant’Alfonso de Liguori: ‘Uno, privatamente, può pregare anche per Lutero stesso’. In nessun modo può essere detta e scritta un’affermazione simile”.

Andai avanti: “Sconsiglia cenacoli di preghiere in unione al predetto Padre”.

Padre Pio: “È la preghiera in comune che qui viene sconsigliata. Ora questa preghiera in comune è quella a cui da 18 anni invita il Papa. (..) Tante anime lontane da Dio, che voi dovevate tirare al bene, le rimandiamo convertite; non solo, ma disposte a unirsi, con altre, in preghiera per rispondere all’appello del Papa, e vi domandiamo che le aiutate. Tutto qui”.

Mons. Girolamo Bortignon (1905-1992): vescovo di Padova dal 1949 al 1982.
Mons. Girolamo Bortignon (1905-1992): vescovo di Padova dal 1949 al 1982.

Continuai a leggere un altro passo dello scritto del vescovo: “Si ritiene che ciò non corrisponda al Sensus Ecclesiae Chiristi”.

Padre Pio: “Questa frase puzza di eresia e sarebbe di competenza del Sant’Uffizio. Secondo quanto è scritto, non   corrisponderebbe   al   Sensus   Ecclesiae   Christi  il  celebrare  sante messe secondo l’intenzione di una persona. Posso, invece, celebrare secondo l’intenzione di qualsiasi persona. Il vescovo scrive: ‘in unione’. Qui è il punto. Non è detto: ‘a onore’. Allora avrebbe ragione il vescovo a sconsigliare. Ma chi pensa questo? Qualche pazzo da manicomio. Il pregare in unione con qualcuno è l’anima di tutta la liturgia. Negare questo, sarebbe andare contro la pratica della Chiesa e gli insegnamenti del Pontefice. Attenzione, ho detto pregare in unione con qualcuno e non ho detto pregare qualcuno. In questo senso caso avrebbe ragione il vescovo”.

(…) Padre Pio mi disse che quella era la sua risposta e che dovevo riferirla al Vescovo di Padova.

Mentre il Padre parlava, io avevo preso appunti. E per evitare di non saperli leggere chiaramente, appena finito l’incontro, mi ritirai e trascrissi tutto in bella grafia, in modo di essere in grado di poter riferire con precisione le sue parole.

“Tornato a Padova, chiesi udienza al vescovo e gli portai le risposte e i commenti di Padre Pio. Monsignor Bortignon lesse attentamente, poi disse: “Padre Pio ha capito male”. E aggiunse: “Voi siete tutti pazzi e fanatici”.

E Padre Pio rispose: “No, lui ha scritto male, io ho capito bene”.


Ecco così spiegato a voi la scelta del nostro titolo e dell’immagine di riferimento: è la storia che si ripete, una storia per la quale gli uomini della Gerarchia non hanno ancora imparato la lezione. L’8 dicembre sulla facciata della Basilica c’era posto per tutti, fuorché per l’Immacolata stessa; oggi nella Basilica si prega per tutti e si fa pregare a tutti, fuorché per il Family day.

Vogliamo raccontarvi di un fatto che ci è pervenuto qualche mese fa in San Pietro. Una persona è andata per prendere la Messa (prima del Giubileo) celebrata sull’altare di San Giovanni XXIII – in italiano – da 5 sacerdoti indiani ma i 4 concelebranti non erano vestiti neppure con il camice, solo in BORGHESE, e il celebrante solo con camice e stola. Al momento della Comunione, facevano prendere l’Ostia Santa dai laici che la intingevano nel calice e si servivano da soli, toccato il suo turno ha detto: “NO, NO! così no!!! NON SI FA!”, il celebrante, con fare stizzoso ha preso l’Ostia Santa e gliel’ha  spinta con prepotenza in bocca… Attesa la fine della Messa, e il rito delle foto-self dei 5 sacerdoti (sic), il malcapitato ha tentato di avvicinare fraternamente il celebrante per chiarire il fatto, ma lui ha fatto finta di non capire e se ne è andato via.

Ha cercato uno degli addetti alla Basilica per far presente al cardinale Comastri, responsabile, di ciò che avviene in Basilica, non avendo potuto fare altro se ne è andato amareggiato avvertendo l’alto degrado, disagio e desacralizzazione regnante, imperante e neppure più nascosta.

Come da rito che si rispetti, noi qui non vogliamo trarre alcuna conclusione, ma rispondiamo parafrasando San Padre Pio: non abbiamo capito male noi, sono loro che si stanno comportando male, dando spudoratamente di scandalo.

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7 thoughts on ““Vaticanate”. In San Pietro si prega per cani e porci, ma non per la Famiglia

  1. “Ho dato ordine ai sacerdoti di non ricevere offerte di sante messe per Padre Pio e di rifiutarle…” pazzesco 😦 la storia che si ripete,,, ma nel male…..

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  2. Comunque tutto e’ iniziato quando, un paio di decenni fa, si e’ deciso di rispondere agli abusi (liturgici in primis ma poi tutto il resto) con il sistema dell'”indulto”. La gente vuole la comunione sulla mano? Indulto per avere la comunione sulla mano. I preti spesso non portano la talare? Indulto per vestirsi come gli pare. Ultimamente poi, invece dell’indulto si arriva direttamente alla norma codificata (vedi la faccenda della lavanda dei piedi alle donne ,etc.). D’altra parte era prevedibile. Visto che siamo in tema di famiglia: se vostro figlio lo pescate a rubare nel borsellino di mamma, cosa gli date, l”indulto”? Come vedete la crisi di questa chiesa parte da molto lontano, non certo dal vescovo di Roma argentino…

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    1. Gentile Claudius, lei ha perfettamente ragione.
      Ma se dopo il Vaticano II sono venuti due giganti come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI senza combinare tutto ‘sto po’ po’ di sfracelli che sta combinando El Papa a ritmo sempre più serrato, allora ha ragione Mariano Sinisi nel suo ‘Leggi di Marfi sullo scautismo’:
      “La materia compresa fra due capi di una corda si chiama matassa oppure groviglio, dipende da chi sta per usarla”.
      Si sente di dargli torto?
      Con l’occasione, visto che l’articolo parla di Family Day, a cui anch’io ho avuto l’onore e la gioia di partecipare, le unisco il link dell’articolo ” ‘Le sorprese dello Spirito Santo’ sorprendono i rosiconi”
      http://www.il-cortile.it/component/content/article/5-chiesa/la-barca-di-pietro/2815-le-sorprese-dello-spirito-santo-sorprendono-i-rosiconi.html.
      Uno stralcio:
      Ci sono “rosiconi” nei Palazzi del Potere (politico, ideologico e giornalistico), ma anche in quei palazzi del Potere clericale che hanno fatto di tutto per disinnescare il Family Day.
      (………………………..).
      Buona giornata

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  3. Aggiungo che, se avevamo bisogno della ‘PROVA PROVATA’ che la condotta di Bergoglio nei confronti della Chiesa Cattolica è pesantemente infiltrata da invidia e cattiveria (ispirata da chi?) l’abbiamo avuta ieri.
    Aveva deciso di non dare assensi preventivi? (a parte la dichiarazione furbastra e cerchiobottista alla Rota)?
    Bene, anzi male, anzi malissimo (visto il suo aver lanciato Galantino in ruffiani equilibrismi coi governativi).
    Ma IL GIORNO DOPO AVER VISTO IL SUO GREGGE (che però suo gregge NON E’, visto che LUI ILSUO PASTORE NON E’, perché non si è mai comportato come tale) calare in travolgente massa mai vista dal dopoguerra per difendere la famiglia voluta da Dio, poteva almeno ricordarla nell’Angelus? Gioire per loro e con loro? O almeno (si saremmo accontentati anche di poco) riconfermare, anche indirettamente, qual è la volontà di Dio sul matrimonio cristiano?
    SE NE E’ BEN GUARDATO, neanche un flebile fiato in merito, mentre lodava i ragazzini della Carovana della Pace dell’Azione Cattolica – sicuramente da ammirare – in quella Piazza San Pietro sempre più deserta (visto che siamo cattolici, mica ciechi)
    E visto che la matematica non è ancora un’opinione, la Carovana della Pace stava al Family Day come una pulce sta a un elefante.
    Stamattina leggevo l’ennesimo discorso cliché di El Papa sull’essere ‘missionari della misericordia’.
    Ma personalmente ho capito di avere il dovere morale di chiudere l’audio nei confronti della melassa che viene da questo ‘misericordioso’.
    “Poiché questi tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. E non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere.” (II Cor.11:13-15).
    Il tutto esternato con rabbia ma soprattutto con dolore.

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  4. Ma che poi mi fermo e mi dico con dottrina che nessun prete e neppure un papa è padrone della Messa! Messo in chiara luce che far dire una messa è cosa seria e come spiegato da san Padre Pio si può e si deve pregare per tutti, da dove gli arriva tutta questa saccenteria e questa presuntuosa padronanza del rito a questi cardinali? cianciano nel ripetere fino alla nausea che sono servi, ma non ci credono neppure loro tanto lo ripetono. Imparassero da Maria Santissima cosa vuol dire servire, essere servi! cianciano fino alla nausea della misericordia e poi ecco i risultato perchè non ci credono affatto. sono davvero nauseanti!

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