Quello strano umorismo bergoglioso…

Come accade a certa stampa pregna ed impregnata di ricche dosi di glicemia fulminante, pur di conquistarsi un libro firmato con El Papa, forse è sfuggita a non pochi una notizia molto seria – e gravissima per noi – pubblicata dall’ottima rivista on-line La Nuova Bussola quotidiana del 25 febbraio 2016, vedi qui, nella quale rivela l’ennesima brodaglia a firma del vescovo Bruno Forte (quello della chiesa glocal) insieme niente popò di meno che Massimo D’Alema (e no che non si schiodano da certe poltrone) per parlare di che? DI UNA NUOVA CHIESA.

Si avete capito bene! D’Alema con Forte e compagnia dei miracoli, tentano ancora di creare una nuova chiesa, ma che c’entra poi D’Alema è un vero mistero dal momento che nella stessa politica italiana è il due di coppe quando regna bastoni.

Oggetto dell’incontro, non c’era da sbagliarsi, la figura di Papa Francesco e la sua iniziativa rinnovatrice all’interno della Chiesa Cattolica. «Da parte di papa Francesco c’e un ritorno alle origini, al Vangelo. Ritornare alle radici del messaggio cristiano significa rinnovare» sottolineano sia D’Alema che Forte «esperienze fra gli indigenti, la necessità di ristabilire un’etica di mercato e l’evangelizzazione fra chi non crede; queste le priorità di un Papa che viene dal sud del mondo».

Se queste sono le priorità di oggi, ci chiediamo con seria preoccupazione quali fossero le priorità del Concilio, del pontificato di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, quasi che quel “ritornare alle radici del Vangelo” non fosse già stato abbastanza risuonato come un mantra da ben cinquant’anni, tanto d’aver distrutto già abbondantemente la Chiesa. Ma già, oggi con El Papa tutto sarà più facile, oggi abbiamo anche D’Alema, Bruno Forte, e mettiamoci pure Ravasi con la sua massoneria recentemente canonizzata ad associazione pia e virtuosa.

Insomma, fa davvero pensare che D’Alema, presidente degli “Italiani Europei” (mai sentiti, ma forse abbiamo scoperto dove vanno a finire parte dei nostri soldi) ha presentato un testo con un titolo che neppure satana in persona avrebbe saputo fare di meglio: “L’impronta della nuova Chiesa”…. l’impronta! Avete presente quelle impronte lasciate dai demoni?

E di demoni parliamo perchè qui ci troviamo davanti ad un episodio davvero perverso ed inquietante, che non si può liquidare come una battuta. In questo contesto goliardico alla presenza di D’Alema, Bruno Forte racconta un aneddoto, una battuta, un fatto accaduto al recente sinodo sulla Famiglia dell’ottobre scorso. Così lo riporta appunto La Bussola: “…. in una pausa dei lavori, papa Francesco si è avvicinato al Segretario speciale, monsignor Bruno Forte, e lo ha annusato: «Sento un po’ di fumo di Satana…»; «Santità si sbaglia», ha risposto Forte, «credo che sia incenso!»…”

Questa la battuta. Tutto qui? direte voi, che c’è di male, è simpatica. No! Non è simpatica se andiamo alla sorgente della battuta e perchè il Papa l’ha fatta. Una battuta per nulla divertente. ” Il simpatico siparietto – commenta La Bussola – in una pausa caffè del Sinodo sarebbe accaduto dopo che un padre sinodale di una nazione centro-europea, durante i lavori, aveva osato dire che avvertiva un certo “fumo di Satana” nell’Aula nuova. Evidentemente solo un profeta di sventura, che nulla comprende dell’impronta della “nuova Chiesa”…”

Mons. Tomasz Peta, arcivescovo di Astana e presidente dei vescovi del
Mons. Tomasz Peta, arcivescovo di Astana e presidente dei vescovi del Kazakistan.

Il testo in questione, ovviamente, non fu mai pubblicato dalla segreteria del Sinodo, e neppure da Radio Vaticana, dobbiamo ringraziare Il Timone che lo ha tradotto dall’inglese, vedi qui, e che vale la pena di leggere integralmente:

Intervento al Sinodo, sabato 10 ottobre, dell’arcivescovo di Astana (Kazakhstan), Tomasz Peta.

«Il Beato Paolo VI disse nel 1972: “Da qualche fessura, il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio”.

Sono convinto che queste del santo pontefice, l’autore dell’Humanae vitae, furono parole profetiche. Durante il Sinodo dello scorso anno, “il fumo di Satana” ha cercato di entrare nell’aula di Paolo VI.

Precisamente ne:

La proposta di ammettere alla sacra Comunione chi è divorziato e vive in una nuova unione civile;

L’affermazione che la convivenza è un’unione che può avere in se stessa alcuni valori;

L’apertura all’omosessualità come qualcosa dato per normale.

Alcuni padri sinodali non hanno compreso nel modo giusto l’appello di Papa Francesco per una discussione aperta e hanno iniziato a portare avanti idee che contraddicono la Tradizione bimillenaria della Chiesa, radicata nel Verbo eterno di Dio.

Purtroppo, si può ancora percepire l’odore di questo “fumo infernale” in alcuni passi dell’Instrumentum Laboris e anche negli interventi di alcuni padri al Sinodo di quest’anno.

A mio avviso, il compito principale di un Sinodo consiste nell’annunciare di nuovo il Vangelo del matrimonio e della famiglia e quindi l’insegnamento del nostro Salvatore.

Non è consentito distruggere il fondamento, distruggere la roccia.

Lo Spirito Santo, che vince sempre nella Chiesa, illumini tutti noi nella ricerca del vero bene per le famiglie e per il mondo.

Maria, Madre della Chiesa, prega per noi!».

Un intervento davvero inquietante per i “glocal” alla Bruno Forte e, per questo, la battuta avanzata dal Pontefice è grave perché denota una presa in giro, uno sfottò ad un vescovo che ha avuto solo il coraggio di dire la verità, di dire le cose come stanno. Sì, il Papa si è comportato come un adolescente-bulletto che dopo aver sentito qualcosa che non gli è piaciuta, ha fatto una battuta dandosi coraggio con il compagno duro del gruppo (in questo caso Forte, di nome e di fatto):

papa Francesco si è avvicinato a Bruno Forte, lo ha annusato (lo sfottò): «Sento un po’ di fumo di Satana…»; «Santità si sbaglia», ha risposto Forte (il classico bulletto che si fa forte con il capo), «credo che sia incenso!»… così come si fa tra le bande. Ma sorprende poi che sia il papa stesso a mettere il diavolo ovunque, basta leggere molti suoi interventi nei quali il diavolo è sempre al centro delle azioni di cattolici che, ovviamente, non la pensano come la “nuova chiesa”.

Facciamo infatti osservare che quel vescovo aveva difeso la posizione del Papa quando ha specificato:

“Alcuni padri sinodali non hanno compreso nel modo giusto l’appello di Papa Francesco…” va da se che il Papa allora non la pensa come lui, altrimenti perché fargli alle spalle quella denigrazione  con Forte? Quindi Bruno Forte e altri avevano ben compreso cosa volesse il Papa, altrimenti, lo ripetiamo, perché divertirsi con una battuta alle sue spalle?

Santo Padre, stia attento, non si faccia più furbo del diavolo! Questa è la sua carità nei confronti di vescovi che non la pensano come lei? In diverse omelie da santa Marta lei accusa spesso le chiacchiere, e le chiacchiere fatte dietro le spalle. E non ha fatto lo stesso lei a tal punto che Bruno Forte si è sentito in dovere di raccontare il fatto come una battuta divertente, alle spalle del vescovo che ha solo avuto il coraggio di dire la verità?

Forse, a causa dell’atteggiamento schizofrenico che regna nella Chiesa, finalmente comincia a manifestarsi ciò che veramente vi è nella Gerarchia.

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4 thoughts on “Quello strano umorismo bergoglioso…

  1. L’intervento dell’arcivescovo Peta e la sua irrisione da parte bergogliana lascerebbe letteralmente di stucco se a questo genere di cose non ci avessimo ormai fatto l’osso e il callo.
    Infatti, dopo tre anni vissuti da credenti sopra l’ottovolante bergogliano si può dire senza tema di smentite che:
    il papa (che di sé vuol dar l’immagine di persona affabile, umile, semplice, tutto palloncini e misericordina, difensor dei poveri) fa parte – senza ombra di dubbio – della razza padrona che non ammette dissenso.
    Il fatto poi che la butti in circo e sorrisoni non cambia la sostanza.
    Gli esempi pubblici abbondano come la pioggia (e se i prelati vaticani potessero parlare liberamente ne uscirebbe in merito un oceano in tempesta, invece trapelano solo sottili spifferi).
    I poveri tirati in ballo ogni cinque minuti, e il diavolo tirato in ballo quando gli sembra opportuno son solo cortine di fumo.
    I fatti ormai gridano: basterebbe guardare chi sono i cortigiani di questo monarca della ‘nuova chiesa’: per stare all’episodio narrato, sono i Forte (con rilascio di interviste pietose), i Melloni (!!!), i D’Alema (!!!!!!!). e tutta la compagnia cantante e circense di prelati veri e fasulli.
    Mancano solo i nani e le ballerine. Arriveranno anche quelli?

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  2. ” santità, si sbaglia” è proprio curioso che qui si corregga il papa, quando continuano a dirci che in nome dell’infallibilismo papale, nessuno può correggere un papa, o forse solo questo. Vabbene che si tratta di una battuta, così anche l’espressione correttiva è scherzosa, ma è indicativo sia quanto al senso della sgradevole battuta sia della canzonatura alle spalle dell’ignaro vescovo. In questo frangente papa Francesco denota una doppia faccia chiarissima, un comportamento anomalo per un pontefice che governa la chiesa con le sue personali opinioni. E quanto al vescovo Bruno Forte, sono anni che non c’è nulla di buono da attendersi da costui, tutto preso come è da tempo a farsi strafottente con i deboli e mansueto con i forti. No, è proprio vero che questa battuta del papa non ha nulla di innocuo, preghiamo per il papa che si ravvedi, lo ha chiesto anche Gesù.

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  3. Trovo che il comportamento di coloro che hanno il buon tempo di far battutine ironiche e ridacchiare (o sghignazzare) su ciò che invece avrebbero il dovere di custodire – la verità rivelata -, deridendo chi ha ancora il coraggio di difenderla, sia a dir poco vergognoso.
    Sappiamo che la Chiesa, così drammaticamente in rovina, si salverà perchè “portae inferi non praevalebunt”; ma ciò avverrà unicamente per la testimonianza di quei semplici cristiani che, versando il loro sangue per non tradire la vera fede, costituiscono un esempio fulgido di fedeltà a Cristo e uno schiaffo morale per troppi sedicenti Pastori.

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  4. Non conoscevo questo episodio e sono rimasta senza parole….. Voglio ricordare a Marisa, di cui condivido anche le virgole, che quando fa i nomi dei cortigiani della nuova Chiesa, a me torna in mente la recente esternazione di Bergoglio circa la sua ammirazione per Napolitano e la Bonino, da lui definiti fra i migliori italiani, o qualcosa del genere! I La battuta comunque è inconcepibile per un Papa, sia per il ruolo, per la circostanza, e sia perché se non la difende il Papa la famiglia naturale, quale istituzione voluta e creata da Dio, allora chi la deve difendere? Ma dopo avere appreso che la Bonino, la quale ha praticato moltissimi aborti, è da lui tenuta in merito, certo che la battuta al sinodo ne è conseguenza e corollario.
    Mi consola che non sono la sola a pensarla così, e che l’insegnamento di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI non è caduto nel dimenticatoio, bensì ha creato profonde radici in molti credenti.

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