Il dio “Quelo” della nuova chiesa dei casuisti

“Quelo” è la parodia del un nuovo culto monoteista basato sulla venerazione e sulla diffusione della parola dell’entità astratta chiamata Quelo, discesa sulla Terra nei panni di un comune pezzo di legno. Tale culto è misteriosamente sorto durante una vecchia trasmissione della Rai, per rivelarsi ai noti comunisti Serena Dandini e Corrado Guzzanti, facendo non pochi proseliti, che ancor oggi perpetuano ad eterna memoria il culto di Quelo nei teatri e nei salottini radical chic di sinistra. Tale culto si basa sulle rivelazioni che Quelo ha trasmesso al suo profeta e sugli aforismi trasmessi per via orale e nasale al Profeta…

Il profeta sosteneva che Quelo «desse speranza al genere umano» e che ogni giorno un milione di persone lo chiamasse per risolvere i propri dubbi esistenziali, parlando con lui o lasciando un messaggio in segreteria, dubbi che andavano dall’origine della vita e dell’universo fino ai problemi più banali, come «che mi ceno stasera?». Ancor più dubbiose sono in realtà le origini dell’oscuro, criptico Profeta di cui non conosciamo il nome. Di esso sappiamo solo la provenienza da Foggia… E qui chiudiamo questa breve presentazione invitandovi, però, a vedere un breve Recital, vedi qui, per capire di cosa stiamo parlando e soprattutto perché questa parodia per il nostro editoriale di oggi.

Non vogliamo mischiare sacro e profano, né offendere alcuno, sta anche all’intelligenza del lettore cogliere il senso del messaggio che vogliamo trasmettere. Il punto serio dell’argomento è, in verità, non certo “Quelo”, bensì la serie dei tre testi pubblicati da La nuova Bussola qui, e che poiché sono davvero inquietanti ed allarmanti (per la grave situazione in cui si trova la Chiesa oggi), abbiamo riscontrato che con la parodia di “Quelo”, la situazione trasmessa da mons. Michel Schooyans in questo articolo (diviso appunto in tre parti), è davvero calzante e più comprensibile.

Per la verità c’è poco da ridere, non vogliamo ridere, ma l’autentico cattolico sa sdrammatizzare e sa essere capace anche di autoironia, quindi sorridere che è diverso dal ridere. E come il detto “Ridendo e scherzando, Pulcinella diceva sempre la verità”, così anche noi, con un poco di sorriso, cerchiamo di dirvi la verità su ciò che stiamo vivendo. Naturalmente è consigliabile che prima di leggere questo nostro editoriale, leggiate il testo di mons. Michel Schooyans, altrimenti è possibile che non comprendiate quanto vorremo dirvi, e che conosciate un poco la parodia del dio “Quelo” e del suo profeta radical chic…

Mons. Michel Schooyans [1] denuncia il progetto di un partito interno alla Chiesa e che:

«Questo gruppo funziona alla stregua di un partito potente, internazionale, ricco, organizzato e disciplinato. I membri attivi del partito hanno facile accesso ai media; spesso intervengono a viso aperto. Operano con l’appoggio di alcune delle più alte autorità della Chiesa. L’obiettivo principale di questi attivisti è la morale cristiana, alla quale è rimproverata una severità incompatibile con i “valori” del nostro tempo. Bisogna trovare percorsi che conducano la Chiesa a piacere, riconciliando il suo insegnamento morale con le passioni umane. La soluzione proposta dai neocasuisti inizia con la messa in discussione della morale fondamentale, poi con l’oscuramento dei lumi naturali della ragione. I riferimenti alla morale cristiana rivelata nella Scrittura e negli insegnamenti di Gesù sono deviati dal loro significato originario. I precetti della ragione sono considerati come indefinitamente discutibili: il probabilismo comporta obblighi. Primato deve essere riconosciuto alla volontà di coloro che sono abbastanza potenti per imporre la loro volontà. Non si esiterà a farsi aggiogare con gli increduli (cfr 2 Cor 6, 14)».

Forse già da qui vi è più chiaro perché riscontriamo in “Quelo”, la vera divinità di questo gruppo scellerato, disgraziato (che vuol dire senza grazia) e che pure agisce, impunemente, dentro la Chiesa. Anzi noi riteniamo che l’obbiettivo sia stato da loro già raggiunto e che oggi combattono più per l’affermarsi che di trovare percorsi: “che conducano la Chiesa a piacere, riconciliando il suo insegnamento morale con le passioni umane…”. La pastorale della Chiesa di oggi, infatti, ha già bello che conciliato il suo insegnamento con le passioni umane! Esiste forse, ancora oggi, una denuncia da parte della Gerarchia contro il peccato, il senso del peccato e, soprattutto, il peccato contro Dio?

Guzzanti nei panni di "Quelo".
Guzzanti nei panni del profeta di “Quelo”.

Dall’insegnamento della Chiesa alla parodia di “Quelo” o, comunque, alle -oseremo dire – profetiche menzioni di Guzzanti.

La nuova pastorale:

– Domanda: “alcuni sostengono che niente sia cambiato rispetto alla disciplina che governa l’accesso ai Sacramenti per i divorziati e i risposati, e che la legge e la prassi pastorale e ovviamente la dottrina rimangono così; altri sostengono invece che molto sia cambiato e che si sono tante nuove aperture e possibilità. La domanda è per una persona, un cattolico che vuole sapere: ci sono nuove possibilità concrete, che non esistevano prima della pubblicazione dell’Esortazione o no?”

Risposta: “La seconda che hai detto!”

– Domanda: “Non è forse tempo di cambiare la posizione della Chiesa a questo proposito? Di consentire l’uso del profilattico al fine di prevenire ulteriori contagi?”

Risposta: “Mettetevi il preservativo senza pronunciarlo…”

– Domanda: “Però noi ci aspettiamo di più, da questo vertice mondiale. Siamo sicuri che la Cop21 sarà l’inizio della soluzione?…. qual è la posizione del Vaticano, in questo?”

Risposta: “La gente non sa più quando stiamo andando! La gente non sa più quando stiamo facendo! Ti chiedi dove chi? Perché quando? Ma la risposta non la devi cercare fuori… La risposta è dentro di te. E però, è sbagliata.”

– Domanda: “Chi ci ha creati? E perché l’uomo è comparso sulla terra?”

Risposta: “Perché se compariva sull’acqua, affogava. Eh ma mica ti devo dire tutto io! Chiedilo ai tuoi genitori, se non sono stati loro è stata la scienza in provetta, o l’utero in affitto, da qualche parte sei arrivato, che mica si compare all’improvviso.”

– Domanda: “Maestro, chi è l’anticristo?”

Risposta: “L’anticristo è un calmante per le bestemmie.”

– Domanda: “Che cos’è il male? Il bene e il male sono parte della stessa medaglia? Non esiste il male senza bene?”

Risposta: “Io non so che hai fatto, e chi sono io per giudicare? Ma è meglio se ti trovi un buon avvocato.”

– Domanda: “Nella nuova pastorale sono consentiti rapporti adulterini, rapporti omosessuali, rapporti tra una persona anziana e una giovane?”

Risposta: “Nella nuova pastorale assolutamente no.. però di fronte c’è una pensione molto economica che potrebbe andare bene….”

– Domanda: “Ma esiste ancora un peccato originale?”

Risposta: “Non sappiamo, bisogna sentire cosa dicono anche le altre religioni, non abbiamo mica il monopolio della verità! Bisogna essere aperti e ascoltare cosa dicono gli altri. A breve festeggeremo Lutero così, per facilitare il cammino verso la piena comunione, cercheremo una risposta condivisa anche con i protestanti…”

– Domanda: “Nel paradiso c’è posto per gli omosessuali?”
Risposta: “Non lo so, non conosco i locali notturni.”

E potremo continuare con tanti, ma molti tanti altri esempi. Giusto per continuare a capisse bene, concludiamo questi esempi con un’altra parodia, sempre di Guzzanti (teatralmente un vero genio) che interpreta certo Don Florestano Pizzarro. Dopo una serie di battute, conclude con questa davvero profetica:

“Prima c’era ‘a domenica, ‘a finestra che s’apre, du’ colombe che passeno… ‘na vorta ce bastava questo! A gente veniva sotto, je parlavi quattro, cinque lingue ‘e rincoglionivi bene, batteveno ‘e mani, all’una avevamo finito e annavamo a vedé ‘a Roma. Poi chiaramente i tempi cambieno, er pubblico ha cominciato a stufasse. Cioè disemose ‘a verità: ‘sta cosa de questo che s’affaccia a ‘a finestra l’hanno vista armeno un mijone de vorte (questo poi nun è bono – er tedesco). Er gusto der pubblico cambia, nun ce veniva più nessuno… vonno azione, vonno er sangue, vonno er turbido, tipo “I Borgia”, capito?…”

Tornando al serio, ma anche questo è tutto maledettamente serio, concludiamo con mons. Michel Schooyans che mette in guardia da una religione, la nostra, diretta verso il pietismo, e dice senza mezze parole:

«Quello che c’è di più preoccupante nei casuisti è il disinteresse per la verità. In loro troviamo un relativismo, o anche uno scetticismo il quale fa sì che nella morale si debba agire secondo la norma più probabile. Dobbiamo scegliere la norma che, in quelle circostanze, è considerata piacere di più a quella persona, a quel direttore spirituale, a quel pubblico. Ciò vale per la Città come per gli uomini. Tutti devono fare la loro scelta, non in funzione della verità, ma in funzione delle circostanze. Le migliori leggi sono quelle che piacciono di più e piacciono al maggior numero. Stiamo assistendo così all’espansione di una religione del pietismo, o anche a un utilitarismo individualista, poiché la preoccupazione di piacere agli altri non spegne più la preoccupazione di piacere a sé stessi».


NOTE

1] Autore del celebre libro Nuovo disordine mondiale (San Paolo, 2000), la cui prefazione fu scritta dall’allora cardinale Joseph Ratzinger.

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