“Ave, o dea Gea”… Il nuovo culto della nuova “Chiesa”?

La “cura della casa comune” è forse il nuovo culto della nuova “Chiesa”?

Diteci pure che siamo “cattivi”, vi preghiamo però, fatelo con cognizione di causa, argomentando le vostre riflessioni. Questo l’annuncio ufficiale per le prossime Celebrazioni Liturgiche del Pontefice:

Celebrazione dei Vespri in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato – vedi qui.

Giovedì 1° settembre 2016, alle ore 17, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Francesco presiederà la celebrazione dei Vespri in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato.

E che male c’è, vi chiederete, o ci domanderete. Di per sé nulla se non fosse per due piccoli problemini:

il primo è che per la prima volta nella storia della Chiesai Primi Vespri – che sono una liturgia il cui culto come sappiamo è dato solo a Dio, poi alla Madre di Dio nelle Solennità, poi ai Santi nelle loro solennità o ricorrenze specifiche – vengono dedicati a “qualcosa” che non è un “Qualcuno”, e soprattutto ad una forma di ambientalismo e di creato che somiglia tanto al panteismo del gesuita Teilhard de Chardin, ideatore della New-Age, con il suo “Cristo cosmico”;

– il secondo è che – questa liturgia dei Primi Vespri, che è di fatto espressa in termini di solennità – non è stata dedicata neppure all’ultimo dogma mariano, a Maria Assunta al Cielo alla quale, piuttosto, è stato tolto, senza alcuna ufficializzazione, il carattere della solennità dal momento che, l’unica Festa mariana ad avere una Messa celebrata dal Pontefice in modo pubblico, è stata eclissata, senza alcuna spiegazione, da questo pontificato, vedi qui, ed anche qui.

Il punto dolente non sta, ovviamente, nella Preghiera per il Creato, ma dedicare al Creato la liturgia dei Primi Vespri! Quando qualcosa nella Chiesa viene ribaltato… significa “lanciare una moda, una novità” e falsificare (adulterare) l’originale; spostare l’attenzione da “Qualcuno” per il quale si compie una liturgia, il culto, a “qualcosa” elevandola al di sopra – in questo caso – del Creatore stesso.

Madre Terra sì, si ragionava in questo articolo, “dea Madre” proprio no, così come è stato anche spiegato da uno scienziato, vedi qui.

Il compianto card. Biffi.
Il compianto card. Biffi.

Esattamente un anno fa, la rivista cattolica Tempi.it (che non si potrà certo accusare di antipapismo) vedi qui, riportava non certo a casaccio, la profetica predica del cardinale Biffi su una effettiva deriva della Chiesa verso il nuovo dio, l’ambientalismo, l’ecologismo… l’ecumenismo sincretista.

Naturalmente con questa premessa indispensabile: né il cardinale Biffi, e tanto meno noi, si vuole attribuire il ruolo dell’Anticristo ad un Pontefice, questo non accadrà mai, perché Gesù non lo permetterà MAI! Non c’è solo la promessa di Gesù ad evitare che ciò avvenga, ma c’è proprio la Sua Presenza, e la Chiesa è sua. Ma non è da escludere che iniziative come queste aprano le porte, spianino la via, all’Anticristo che dovrà venire, perché egli troverà tutto pronto a tal punto che la maggior parte delle persone non si accorgerà della sua presenza se non quando sarà troppo tardi. Questo è il sunto.

Riportiamo ora alcuni passaggi importanti del compianto cardinale Biffi, poi sta a voi lettori usare la testa, la ragione.

“Soprattutto è stupefacente la perspicacia con cui descrive la grande crisi che colpirà il cristianesimo negli ultimi decenni del Novecento. Egli la raffigura nella icona dell’Anticristo, personaggio affascinante che riuscirà a influenzare e a condizionare un po’ tutti. In lui, come è qui presentato, non è difficile ravvisare l’emblema, quasi l’ipostatizzazione, della religiosità confusa e ambigua di questi nostri anni: egli – dice Solov’ëv – sarà un «convinto spiritualista», un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo.

(…)  Nei confronti di Cristo non avrà «un’ostilità di principio»; anzi ne apprezzerà l’altissimo insegnamento. Ma non potrà sopportarne – e perciò la censurerà – la sua assoluta «unicità»; e dunque non si rassegnerà ad ammettere e a proclamare che egli sia risorto e oggi vivo.”

“Si delinea qui, come si vede, e viene criticato, un cristianesimo dei «valori», delle «aperture» e del «dialogo», dove pare che resti poco posto alla persona del Figlio di Dio crocifisso per noi e risorto, e all’evento salvifico. Abbiamo di che riflettere. La militanza di fede ridotta ad azione umanitaria e genericamente culturale; il messaggio evangelico identificato nel confronto irenico con tutte le filosofie e con tutte le religioni; la Chiesa di Dio scambiata per un’organizzazione di promozione sociale: siamo sicuri che Solov’ëv non abbia davvero previsto ciò che è effettivamente avvenuto, e che non sia proprio questa oggi l’insidia più pericolosa per la «nazione santa» redenta dal sangue di Cristo? È un interrogativo inquietante e non dovrebbe essere eluso.”

“Tra gli altri, tanto per esemplificare: l’individualismo egoistico, che sta sempre di più segnando di sé l’evoluzione del nostro costume e delle nostre leggi; il soggettivismo morale, che induce a ritenere che sia lecito e perfino lodevole assumere in campo legislativo e politico posizioni differenziate dalla norma di comportamento alla quale personalmente ci si attiene; il pacifismo e la non-violenza, di matrice tolstoiana, confusi con gli ideali evangelici di pace e fraternità, così che poi si finisce coll’arrendersi alla prepotenza e si lasciano senza difesa i deboli e gli onesti; l’estrinsecismo teologico che, per timore di essere tacciato di integrismo, dimentica l’unità del piano di Dio, rinuncia a irradiare la verità divina in tutti i campi, abdica a ogni impegno di coerenza cristiana.”

Vladimir Solovev
Vladimir Solovev

Sandro Magister, riporta in un articolo del 2005, altri passi interessanti del cardinale Biffi:

“Poi non gli andava “la sua assoluta unicità”. Egli è uno dei tanti; o meglio – diceva – è stato il mio precursore, perché il salvatore perfetto e definitivo sono io, che ho purificato il suo messaggio da ciò che è inaccettabile all’uomo d’oggi.

Ma dove l’esposizione di Solovev si dimostra particolarmente originale e sorprendente – e merita la più approfondita riflessione – è nell’attribuzione all’Anticristo delle qualifiche di pacifista, di ecologista, di ecumenista. […]  In questa descrizione dell’Anticristo Solovev ha avuto presente qualche bersaglio concreto? È innegabile che alluda soprattutto al “nuovo cristianesimo”…”.

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