Le bolle di sapone introvignate

Esattamente un anno fa, il 21 gennaio del 2016 vedi qui, portavamo alla vostra attenzione “l’introvignata” d’inizio d’anno. È evidente che per qualche misterioso disegno dell’inquilino del piano di sotto, l’introvignata, deve diventare una costante. Un detto rabbinico, infatti, dice che “un atto ripetuto tre volte diventa chazaqà, consuetudine fissa”. Onestamente non è che ci interessi molto occuparci di una persona in caduta libera su tutti i fronti (semmai preghiamo per lui), tuttavia se le castronerie che dice riguardano la vita della Chiesa, saremo costretti ad occuparci anche di queste “nuove” e vomitevoli consuetudini.

Nell’introvignata del 2016 toccò al Sacramento del Battesimo essere usato per avanzare sui binari contorti dei “vani ragionamenti” (Ef.5,6), oggi a-ritocca  al Sacramento dell’Eucaristia usato per denigrare il cardinale Caffarra per la sua eccellente recente intervista, e il cardinale Burke, etichettato come un povero cowboy perdente, in attesa di essere defenestrato con l’eccellente minaccia del pensionamento – che non poteva mancare nei moderni Bravi, gli sgherri di manzoniana memoria -, cliccando qui leggerete di cosa stiamo parlando, ed anche altri due autorevoli commenti interessanti.

Ora ridiamo, per non piangere ovviamente, si piange per cose serie. Volete sapere perché Caffarra, Burke e gli altri cardinali che hanno “osato” chiedere al Pontefice ciò che era legittimo chiedere, sarebbero i cattivoni di turno, i nuovi nemici della Chiesa? Ve lo diciamo con le stesse parole dell’introvignata, perché: “Caffarra e altri come lui si pongono sul piano che Benedetto XVI chiamava dei princìpi non negoziabili“.

Avete letto bene? Chi si pone “sullo stesso piano di Benedetto XVI” è il nuovo nemico della Chiesa, nemico di Bergoglio. Infatti, nello spiegare la frase e il pensiero contorto l’introvignata dice: “Francesco si pone su un piano del tutto diverso. Non nega i principi in quanto principi: li lascia dove sono, come punti di riferimento importanti, ma nel suo Magistero si occupa principalmente d’altro. Sa benissimo che la maggioranza dei matrimoni in occidente finisce in divorzio…”

Questa sarebbe la lungimirante spiegazione di un nuovo illuminato del nostro tempo! Ma perdonateci: se esiste un principio “non negoziabile” quando è che smette di esserlo? Secondo l’introvignata “mai”, restano punti IMPORTANTI ma non indispensabili nel nuovo magistero petrino. Ora, se la lingua ha delle sue regole per esprimersi e farsi comprendere, va da sé che l’introvignata è fumo e niente arrosto, è il vuoto pneumatico è, al massimo, contraddizione se gli si vuol dare un ragionamento. Perché questi principi “non negoziabili”, se sono davvero importanti e sono “punti di riferimento” come viene riconosciuto, come fanno ad essere, nel medesimo tempo, chiusi in un cassetto? Se devo usare la macchina per spostarmi, devo usare la benzina, e non posso mettere la benzina in garage per evitare di inquinare, infatti lo stesso magistero della Laudato sì per quanto ha condannato l’inquinamento, non ha deflagrato contro l’uso della benzina, egli stesso usa i mezzi per spostarsi, alimentati a benzina, attualmente essa è una “necessità” indiscutibile…

Un esempio un poco rozzo, lo ammettiamo, non che l’introvignata sia più elevata in sapienza del nostro esempio. Detto ciò ci è stato segnalato un commento intelligente ed oculato da facebook e che vogliamo unire a queste riflessioni:

“E Gesù disse loro: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ma gli Apostoli gli risposero: Rabbì, studi sociologici dimostrano che in Belgio e in Spagna, rispettivamente il 71 per cento e il 61 per cento dei matrimoni terminano con un divorzio, negli Stati Uniti il 53 per cento, in Italia il 48 e la stragrande maggioranza dei divorziati si risposa. Mica vorrai escluderei tutte queste persone dalla vita della tua Chiesa?” E allora Gesù rispose loro: “Vabbè e allora fate come cacchio vi pare”…” (Piero Mainardi)

Vediamo già i volti indignati di chi ci accuserà, pure, di essere blasfemi per aver fatto uso scorretto del Vangelo, in verità questo non è uso scorretto del Vangelo, ma la nuova prassi tanto amata e predicata dalla chiesa modernista di oggi, ci atteniamo alla nuova pastorale che, e per davvero, usa il Vangelo in modo distorto per capovolgere la sana dottrina.

Non aggiungiamo altro per lasciare a voi tempo e modi di riflettere a che livelli siamo arrivati, quante altre introvignate ci attendono, quante altre vaccate ci toccherà sopportare come quella recente dei Vescovi di Malta – vedi qui -.

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Ma sì, leggere qualcosa di meglio, come Trilussa, magari ogni tanto, è davvero edificante:

Bolla de sapone

Lo sai ched’è la Bolla de Sapone? / l’astuccio trasparente d’un sospiro. / Uscita da la canna vola in giro, / sballottolata senza direzzione, / pe’ fasse cunnalà come se sia / dall’aria stessa che la porta via.

Una farfalla bianca, un certo giorno, / ner vede quela palla cristallina / che rispecchiava come una vetrina / tutta la robba che ciaveva intorno, / j’agnede incontro e la chiamò: – Sorella, / fammete rimirà! Quanto sei bella!

Er celo, er mare, l’arberi, li fiori / pare che t’accompagnino ner volo: / e mentre rubbi, in un momento solo, / tutte le luci e tutti li colori, / te godi er monno e te ne vai tranquilla / ner sole che sbrilluccica e sfavilla. –

La bolla de Sapone je rispose: / – So’ bella, sì, ma duro troppo poco. / La vita mia, che nasce per un gioco / come la maggior parte de le cose, / sta chiusa in una goccia… e tutto quanto / finisce in una lagrima de pianto.

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