Socci, un appello che facciamo nostro

Cari Amici, avrete notato che ci siamo astenuti dal commentare la questione del manifesto “contro” il santo Padre Francesco e questo nostro silenzio primo perché riteniamo abbia risposto bene l’Editoriale di Riccardo Cascioli qui: Manifesti a Roma, reazioni da regime totalitario, secondo perché non lo abbiamo ritenuto “contro” il Papa, ma semmai contro i così detti “tradizionalisti”, ciò che i manifesti, infatti, hanno scatenato, la dice lunga, non c’è stata una sollevazione “contro” il Papa, al contrario.

Riteniamo sia stata una mossa sbagliata e, chiunque abbia ideato questi manifesti non ha fatto altro che nutrire il Demonio, colui che DIVIDE. Noi stessi riceviamo insulti e critiche per le cover che pubblichiamo, ma pochi di questi critici leggono che la frase nella cover specifica che il nostro nemico non è Papa Francesco, ma i suoi ruffiani e cortigiani, dentro e fuori  il residence santa Marta, sono loro la rovina di questo pontificato.

Ci occupiamo delle cronache di questo pontificato e, certamente, con molta critica che riteniamo costruttiva dal momento che si sta attentando alla integrità della Dottrina della Chiesa Cattolica e al Catechismo, con la prassi che si muove dalle alte sfere, ma per tutto il resto facciamo nostro l’appello di Antonio Socci, vedi qui.

Riportiamo queste parole che dovremo, tutti, fare proprie:

“Molte parole dure e offensive sono state usate dai due campi contrapposti. E ho dovuto constatare che nei confronti di papa Bergoglio, in particolare nei social, vengono usate da alcuni delle espressioni che sono del tutto inaccettabili.

E’ vero che taluni lamentano di essere bersagliati – a loro volta – da alcune espressioni che il papa usa, specie nelle omelie di Santa Marta, verso certi cattolici (i cosiddetti “rigidi”) e si sentono offesi.

Ma questa non è una ragione per usare parole o giudizi che travalicano la normale e corretta critica.

Penso che il momento che vive la Chiesa sia davvero delicato e drammatico. Per quanto mi riguarda non ho nessuna intenzione di contribuire a questo clima da “guerra civile fra cattolici”. (..) E vorrei che questo “codice” fosse condiviso, così da riportare il confronto dentro i binari cristiani.

Mi permetto anche – pur essendo solo un normale cattolico di parrocchia – di invitare tutti a pregare per papa Francesco, perché il Signore lo aiuti nel suo ministero e lo illumini possibilmente facendogli comprendere la situazione di sofferenza e di confusione che vivono tanti cristiani a motivo delle cose da lui dette o decise.

Preghiera da estendere anche a papa Benedetto, perché possa essere accolto il suo paterno contributo alla vita della Chiesa in questo momento così delicato.

Una preghiera che – ovviamente – è anche per la nostra personale conversione, perché ciascuno deve pensare anzitutto alla propria salvezza personale. (..)

C’è bisogno di quella pacatezza, di quell’amore alla Verità e di quella carità. Non basta testimoniare la Verità (questo è il nostro dovere), bisogna anche farlo nella maniera giusta. Questo è quello che penso.”

Lo pensiamo anche noi, e perciò vi aderiamo.

“Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!” (Gal 5, 13-15)

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