Quel 13 marzo 2013 qualcuno gridò: “Orrore!”

Desertum fecerunt et pacem appellaverunt, così disse Tacito: fecero un deserto e la chiamarono pace…

Il 13 marzo noi non sentiamo alcuna sensazione di festeggiare alcunché, tanta è l’amarezza che vediamo attorno a noi, tanto è il degrado che vediamo imposto alla Sposa di Cristo in nome della “rivoluzione”, del progresso, dell’ammodernamento e dell’aggiornamento. Invece di piegarci noi alla Santa Chiesa, l’attuale gerarchia sta piegando la Chiesa alle loro voglie, ai loro progetti, alle loro visioni… trascinandosi dietro greggi inconsapevoli, abbandonate al peccato, abbandonate a se stesse.

_014 nulla da festeggiare 2Noi il 13 marzo taceremo per pregare. Del resto siamo in Quaresima, sarebbe utile abbassare i toni e pensare a quante Anime, grazie alla pastorale di questa chiesa modernista, rischiano di dannarsi perché non si chiede più loro LA CONVERSIONE, di finirla di commettere i peccati, finirla di “offendere i Cuori di Gesù e Maria già tanto offesi” (la Vergine a Fatima).

Ma vi lasciamo con un testo tradotto da noi dall’originale spagnolo. Un giornalista argentino, che ben conosceva il cardinale di Buenos Aires, scriveva quanto segue la sera stessa di quel 13 marzo 2013. Non lo commenteremo, ognuno può pensarla come vuole, soltanto chiediamo la lucidità e l’onestà della ragione a fronte non della persona citata (non si giudica mai la persona), ma dell’opera di questi quattro anni e si provi a trovare una vera giustificazione perché, arrampicarsi sugli specchi, non basta più. Il bilancio di questi quattro anni lo trovate qui, sul caso dei Frati dell’Immacolata sappiamo… portate voi le prove dei frutti di questi quattro anni perché, per quanto ci siamo sforzati, noi non ne abbiamo trovato neppure uno. Amarezze tante e queste, condivise anche da ottimi e santi sacerdoti (cliccare qui).

Nessuna Riforma in atto, dunque, ma la deformazione di quel poco che era rimasto sano.


Orrore!

di Marcelo Gonzales

Mercoledì 13 marzo 2013 (Buenos Aires, ore 17:30; Roma, ore 21:30).

Fonte originale qui: Panorama Catolico Internacional

Di tutti i candidati impensabili, Jorge Mario Bergoglio è il peggiore. Non perché professi apertamente dottrine contro la fede e la morale, ma perché – a giudicare dalla sua opera come arcivescovo di Buenos Aires – la fede e la morale gli sono indifferenti.

Nemico giurato della messa tradizionale, ha permesso ai nemici della liturgia antica di farne delle “parodie”. Ha perseguitato ogni sacerdote che insisteva nell’indossare la talare, predicasse con fermezza, o si mostrasse interessato al Summorum Pontificum.

È famoso per la sua incoerenza (talvolta per l’incomprensibilità dei suoi discorsi e delle sue omelie), utilizza espressioni volgari, demagogiche e ambigue; non si può dire che il suo insegnamento sia eterodosso, ma è così confuso che finisce nell’inesistenza.

La sua curia di Buenos Aires – ad eccezione di alcuni chierici – non è caratterizzata da membri di grandi virtù. Anzi, molti sono sospettati di indegna condotta morale.

Non ha mai perso l’occasione di cedere la sua cattedrale a protestanti, ebrei e musulmani, per favorire il dialogo inter-religioso, inutile perché impossibile. È famoso anche per le sue partecipazioni agli incontri con i protestanti all’arena Luna Park, dove – insieme al predicatore della Casa Pontificia, Raniero Cantalamessa, – è stato “benedetto” dai pastori protestanti, durante una celebrazione ecumenica, dando di fatto riscontro ai “poteri sacramentali” dei tele-predicatori.

Questa elezione è davvero incomprensibile. Non è un poliglotta, non ha nessuna esperienza curiale, non brilla per santità, è debole nella dottrina e nella liturgia, non ha combattuto l’aborto, né il “matrimonio” gay.

Non ha niente che possa onorare il Soglio Pontificio. L’unica lotta che ha fatto è quella per mantenere posizioni di potere.

Non può essere quello che Benedetto voleva per la Chiesa. Non sembra neppure avere le caratteristiche necessarie per continuare la sua opera.

Che Dio aiuti la sua Chiesa!

Non si può mai escludere – per quanto umanamente possa essere difficile – la possibilità di una conversione… Tuttavia, il futuro è pieno di terrore.


Il testo è stato riportato in inglese da Rorate coeli e in italiano anche da Chiesaepostconcilio, cliccare qui, arricchita da altra buona informazione.

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4 thoughts on “Quel 13 marzo 2013 qualcuno gridò: “Orrore!”

  1. Non per infierire:
    quel 13.03.13 Marcelo Gonzales, sotto choc, scrisse che l’eletto J.M. Bergoglio “non è un poliglotta” e omise invece di dire che egli non parla bene neppure lo spagnolo, nel quale è cresciuto. Usa invece la parlata dialettale di Buenos Aires, il portegno.
    Questo almeno stando a quanto è stato riferito più volte da diversi osservatori.

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  2. Rispondo a questo articolo così è l’unica risposta che si possa dare che è vera e verace perchè viene da Dio:
    Apocalisse: 17,17 “Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio.”

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  3. Debbo dire che sono rimasto davvero sbalordito da questo articolo preveggente. Quella sera del 13 marzo 2013 io ero davanti alla televisione con la famiglia, a seguire il decorso delle fumate, non avevo la più pallida idea di chi sarebbe stato eletto, confesso che non conoscevo nomi e volti, per me era il papa, sarebbe stato il nuovo papa e basta. Il nome annunciato non mi diceva molto, all’inizio pensai che la lingua spagnola suona sempre simpatica all’udito italiano.
    Ma quando fu annunciato il nome: “cardinalem Bergoglio” che non conoscevo, si sentì uno strano brusio nella piazza, un accentuato “Ohhh!” ma non era di gioia, sembrava perplessità, delusione, non saprei spiegarvi però perché mi scese nel cuore una tristezza profonda, non ero felice.
    Non saprei a cosa attribuire quelle sensazioni che purtroppo non migliorarono mai, per quanto mi sforzai di dirmi che “un papa non deve piacere, si deve amare e pregare per lui e difenderlo dagli attacchi esterni o interni”, l’amarezza non è più andata via e forse ora questo articolo fa capire che, chi lo conosceva bene, ci aveva messi in guardia.
    Preghiamo per il papa, preghiamo molto e confidiamo in Maria santissima.

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  4. Andatevi a vedere cosa scriveva sull’elezione di Bergoglio nello stesso periodo il noto giornalista argentino Horatio Verbitsky sul giornale argentino Pagina 12. O cosa affermava il suo ex segretario Miguel Ignacio Mom Debussy… o peggio cosa disse il fratello del povero gesuita Orlando Yorio, torturato dalla polizia argentina. Racconti che mi hanno terrorizzato…

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