Aldo Maria Valli: il Papa ha bisogno di aiuto

Leggere un Aldo Maria Valli affermare che il Papa ha bisogno di aiuto, ha dell’incredibile e tutto il suo articolo suona davvero come un S.o.S preoccupante sotto molti aspetti.

L’articolo si conclude con queste parole allarmanti: “Di certo, credo che Francesco abbia bisogno di aiuto. Non solo attraverso la preghiera, che lui sempre chiede e noi gli assicuriamo, ma dico proprio aiuto culturale: quello che solo amici sinceri, e non yes men ossequiosi, possono garantirgli. Del resto, non è stato proprio Francesco a chiedere a noi cattolici di parlare con parresìa, cioè con franchezza e libertà di dire tutto?” (vedi qui)

Aldo Maria Valli
Aldo Maria Valli

Va subito detto che è Papa Francesco ad essersi circondato da gente inetta, carrierista, supina, cortigiana, dopo aver defenestrato impietosamente persone umili e sagge, che avrebbero potuto aiutarlo nel suo difficile compito.

Ma è onesto chiederci: Papa Francesco, o meglio, Bergoglio… lo vuole davvero questo aiuto? Secondo noi, no!

E per favore, non accusateci di irriverenza sull’uso dell’immagine del Papa che è scivolato all’inizio della Messa a Cestokhowa. Il giornalismo di cronaca deve usare anche le immagini per aiutare a comprendere il messaggio che si vuole offrire alle proprie coscienze. Non siamo malevoli, ma realisti. Il giudizio ai fatti lo lasciamo a Voi.

Or dunque, servendoci delle gravissime riflessioni di Valli, non si tratta di giudicare la persona, ma di valutare i fatti non soltanto a riguardo delle posizioni prese nei confronti dell’Islam – perché è di questo che si preoccupa Valli – ma di valutare soprattutto la grave situazione catechetica e pastorale nella Chiesa e il silenzio del Papa su fatti gravi, come per esempio le affermazioni di Galantino, segretario della CEI, a riguardo di Sodoma, vedi qui, o come il silenzio dopo la “lettera” del cardinale frammassone Ravasi ai suoi confratelli massoni, vedi qui.

Il discorso di Aldo M. Valli è molto complesso e, per comprenderlo, bisognerebbe aver letto I Gesuiti di padre Malachi Martin e La Teologia della Liberazione (TdL) – un salvagente di piombo per i poveri – del prof. Julio Loredo, vedi qui. Bergoglio ha sempre lottato contro la TdL, ma per affluire nella Teologia del Popolo (TdP) che altro non è che l’approdo della teologia modernista (la nouvelle theologiae) che pervase “lo spirito del concilio” nella sua più devastante applicazione: la Chiesa del popolo.

Se non si approfondisce questo argomento, non è possibile comprendere quanto sta dicendo Aldo Maria Valli, e il suo drammatico appello finale. Tutti i Papi hanno bisogno di aiuti culturali, ma Bergoglio non chiede affatto questo aiuto, egli chiede di essere aiutato , semmai, ad applicare la sua immagine di “Chiesa del popolo” appresa, si badi bene, non dal concilio, ma dallo spirito del concilio, dallo spirito degli novatores  del quale i Gesuiti (insieme a qualche domenicano e francescano) furono i campioni, i depositari, i comunicatori, i maestri, gli applicatori. Aldo Maria Valli, con il suo articolo, apre davvero le porte verso un campo minato che fino ad oggi si è voluto sempre far tacere o distorcere a proprio vantaggio.

Scrive Valli: “…perché? Una risposta che mi viene, e che propongo, è questa: pur non avendo partecipato al Concilio Vaticano II, Francesco è profondamente figlio del Concilio nel senso che mantiene una grande fiducia nel mondo e nei suoi fenomeni e pensa che la Chiesa questi fenomeni li debba sempre e comunque accogliere e accettare piuttosto che fronteggiare e denunciare. Non a caso nel vocabolario di Francesco i verbi accogliere e accompagnare sono così centrali. Sono verbi conciliari, di una Chiesa fiduciosa nei confronti del mondo, che usciva da una fase delle porte e delle finestre chiuse (dove c’era un po’ odore di muffa, come mi disse una volta il cardinale Martini) e desiderava aprirsi alla realtà non per ciò che essa potrebbe essere ma per ciò che essa è, anche dal punto di vista delle diverse fedi religiose…”.

Anche se per Valli questa risposta appare meritoria, conoscere quei due libri che abbiamo segnalato – ed altri sull’argomento – fa comprendere come gran parte del dramma di questo pontificato e della grave situazione confusionaria in cui si trova la Chiesa oggi, è proprio l’interpretazione di certe aperture del concilio che furono stravolte dalla nouvelle theologiae nella quale, spiace dirlo ma è così, Bergoglio fu formato nel pensiero e nelle idee che ha fatto proprie, portandole a queste estreme conseguenze.

Infatti, la prima cosa che viene in mente è questa: quando mai la Chiesa, prima del concilio, non si occupò di “accoglienza” e di fiducia? La differenza sta nel fatto che la Chiesa, fedele alla Parola divina: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore si allontana il suo cuore” (Ger 17,5), non confidava nell’uomo in quanto reggitore della terra, dell’universo e della coscienza… ma vedeva l’uomo creatura fragile da portare a Dio, da convertire a Dio, confidando così non nella sua umanità, che è per altro affetta dal peccato originale e quindi bisognosa di continui restauri, ma nella sua capacità alla conversione. Questo è il ribaltamento che è avvenuto con lo spirito del concilio, altro che “nuova pentecoste”! Da qui si comprende perché non si parla più del peccato originale, dei peccati personali, dei peccati contro Dio, delle pene, dell’inferno e quant’altro sulla materia.

La misura del nostro vero umanesimo è Cristo Dio del quale noi siamo stati creati a immagine di Dio, al contrario oggi si avanza con questa TdP che ribalta la situazione, crea Dio a propria immagine dell’uomo povero, malato, sofferente e pure peccatore ma senza l’obbligo alla conversione. Nella teologia cattolica Dio discese dal cielo per sanare l’uomo fatto a quell’immagine divina deturpata dal peccato; nella TdL prima e della TdP oggi, Dio ascende al cielo grazie all’uomo, al popolo, che promuove così la nuova immagine di Dio a seconda dei propri problemi. Giudicate voi dove questa eresia, non pronunciata dogmaticamente ma pastoralmente, conduce.

Papa Francesco alla GMG 2016.
Papa Francesco alla GMG 2016 in Polonia.

Figlio del concilio”, dice Valli! L’affermazione non può che sconcertarci. Valli lo dice in forma lodativa, noi vi assicuriamo che non lo è affatto, perché la Chiesa Cattolica con tutto il suo programma missionario, culturale e dottrinale bimillenario, non nasce nel concilio, ed essere etichettato “figlio del concilio” significa allora che davvero ci troviamo davanti una “nuova” chiesa che sta tentando di schiacciare quella passata, quella bimillenaria… attraverso le nuove prassi, nuovi riti liturgici, nuove teologie…

Un concetto di nuovo che non va ad armonizzarsi all’antico come invece insegna Gesù quando dice: “Per questo ogni scriba che diventa un discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa il quale tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie” (Mt 13,52) il modo corretto di vivere nella Chiesa – e da sempre – la famosa ermeneutica della continuità, quanto piuttosto ci ritroviamo davanti all’altro monito in cui Gesù specifica: “Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore” (Mc 2,21).

Si è, allora, “maestri” quando si resta ALLIEVI del Vangelo, allievi della Parola di Dio CHE NON MUTA, perché il nuovo non è una nuova chiesa, una nuova teologia, nuovi riti e quant’altro, ma il nuovo è Gesù Cristo (ieri, oggi e sempre), davanti al quale ogni ginocchio si piega (Fil 2,9-11) e si deve piegare non soltanto metaforicamente o spiritualmente, ma soprattutto fisicamente e mentalmente. Il nuovo deve convertirsi, piegarsi, inginocchiarsi all’antico, e l’antico deve rispecchiarsi in questo nuovo che è Gesù, il Maestro, il Salvatore, Colui senza il quale non si va da nessuna parte, il vero Buon Pastore che raccoglie il gregge disperso non per dargli pasture pacifiste, ambientaliste, progressiste, moderniste, o per dargli il mondo, ma per dargli SE STESSO e il Regno promesso.

Non pretendiamo che Aldo Maria Valli comprenda tutto questo, oseremo dire che ultimamente ha già fatto molti progressi nel suo pensiero passato, ma chi da cattolico ha sempre vissuto nella prassi catechetica e dottrinale della Chiesa, non ha scusanti, non può chiudere la propria coscienza davanti, all’oramai ricatto, che al Papa si obbedisce e basta, perché ciò è valido quando però il Papa si attiene a tutto il Magistero bimillenario della Chiesa senza pretendere di cucire toppe nuove su un vestito vecchio, squarciando in modo devastante quel vecchio, formando uno strappo ancora ben peggiore…

Una prova di ciò che abbiamo con voi meditato, è la recente lettera di ben 45 persone – fra teologi, laici e religiosi – vedi qui, indirizzata ai Cardinali di Santa Romana Chiesa attraverso la quale si può cominciare a comprendere, anche, il discorso di Aldo Maria Valli, portandolo alle più corrette domande e risposte che ogni buon cattolico, se non lo ha ancora fatto, deve cominciare a porsi, se non vuole fregarsene di quanto sta accadendo al papato e alla Chiesa intera. Infatti, laddove Valli si concentra esclusivamente sulla questione inter-religiosa, noi allarghiamo le problematiche da lui sollevate nel contesto che più ci sta a cuore, quello dottrinale e vogliamo concludere proprio con un passo di questa Lettera, lasciando ad ogni lettore il compito di pregare ed informarsi, con tutta onestà di mente e di cuore, sulla grave situazione che stiamo vivendo, ed anche subendo.

“Il problema dell’Amoris lætitia non è il fatto che abbia imposto norme legalmente vincolanti e intrinsecamente ingiuste o che abbia impartito in modo autorevole insegnamenti vincolanti ma falsi. Il documento non ha l’autorità di promulgare norme ingiuste o di richiedere l’assenso a insegnamenti falsi, perché il Papa non ha il potere di farlo. Il problema di questo documento è che può fuorviare i cattolici inducendoli a credere il falso e a fare quanto è proibito dalle leggi divine. Il documento è formulato in termini che non sono legalmente o teologicamente esatti, ma questo non influisce sulla valutazione dei suoi contenuti, perché nemmeno la formulazione più precisa potrebbe mai conferire statuto legale e dottrinale a decreti contrari alle leggi divine e alla rivelazione divina. Quel che preoccupa di questo documento è l’effetto nocivo che può avere sulla fede e sulla vita morale dei cattolici…”


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4 thoughts on “Aldo Maria Valli: il Papa ha bisogno di aiuto

  1. Faccio una osservazione: “Figlio del concilio”, dice Valli! L’affermazione non può che sconcertarci. Valli lo dice in forma lodativa, noi vi assicuriamo che non lo è affatto.

    Ecco, secondo me Valli non lo dice in forma di lode, ma per marcare che c’è un problema che lui stesso però non sa decifrare. Lo riporta anche Magister qui
    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/07/30/perche-francesco-tace-sullislam-unipotesi-tutta-conciliare/
    è figlio del concilio e per questo ragiona così. Ecco a me non mi pare una lode, almeno spero.

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  2. Si parla sempre della Chiesa conciliare come ‘fiduciosa’ verso il mondo..
    Se si conservasse l’antica immagine della Chiesa come MADRE e maestra, la qualità della ‘FIDICIOSA’ tout court, senza ulteriori aggiunte, la farebbe qualificare come madre beota o – o secondo il linguaggio socioeducativo – madre INADEGUATA a tutelare la propria prole dalla complessità del mondo.
    Qual è infatti la madre che non insegna ai propri figli- con metodi adeguati alle varie età di essi – a difendersi dalla malizia, dalla malevolenza e dal male del mondo???

    Ci sarebbe stato modo e tempo per chiudere la stalla dopo essersi resi conto che quell’estrema fiducia di allora poteva portare solo alla rovina, visto che i primi buoi cominciavano a scappare.
    Ma chi doveva vigilare in parte ha tradito e in parte ha dormito della grossa.
    L’estrema gravità di quello che sta accadendo oggi nella Chiesa ne è la riprova provata e peraltro annunciata.

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  3. Concilio o non Concilio, il fatto e’ che anche Aldo Maria Valli si e’ reso conto che c’e’ qualcosa che non va con questo papa. E lui apparteneva alla schiera di quelli che, vuoi per amore della Chiesa, vuoi per ottimismo, vuoi per partito preso, all’inizio difendeva qualunque cosa Bergoglio facesse a spada tratta. Ne conosco tanti che di fronte alla realta’ di questo pontificato, hanno seguito esattamente questo percorso. Gli interrogativi crescono.

    Forse la chiave di lettura di Valli e’ quella giusta: Dio ci sta facendo aprire gli occhi sul Concilio, o meglio, su un certo Concilio, come si e’ poi concretizzato al di la’ delle speranze e delle utopie, che una certa strada che la Chiesa ha preso con entusiasmo e convinzione negli ultimi 50 anni, non e’ quella giusta.

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    1. Sicuramente un effetto positivo di questo papato – paradossale a dirsi ma ritengo sia proprio così- è di aver messo in piena luce l’estrema ignoranza di noi fedeli cattolici.
      Ignoranza proprio nell’accezione dell’ignorare crasso le realtà della parola di Gesù Cristo, della dottrina cattolica e quindi le basi stesse della nostra fede.
      Questo ha fatto sì che, dopo due pontificati di estrema ricchezza in tutti i sensi (a partire dall’umile obbedienza al Verbo) l’arrivo di un papa stolto in tutti i sensi ha trovato la gran parte dei fedeli pronti a bere come acqua fresca le sue immense storture, e qui mi fermo per pietà cristiana.

      Conosco abbastanza da vicino due coniugi Testimoni di Geova, di cui posso testimoniare la buona fede nel credere.
      Al di là di quanto mi differenzia da loro in fatto di religione, a cominciare ovviamente dalle falsità di base contro la Chiesa cattolica che gli propinano i loro predicatori, devo apprezzarne la preparazione in fatto di Bibbia e il loro impegno a leggere tutti i giorni l’antico testamento, pur se Bibbia profana e interpretata in maniera fondamentalista e distorta.
      Lo credo bene che poi sanno ripetere a memoria, parola per parola, intere frasi della stessa.
      Spesso mi sono detta: avessimo noi cattolici anche solo la metà della loro preparazione, non cadremmo mai nella rete di alcun marpione, con qualunque travestimento e con qualunque sorriso mellifluo questi si presentasse!

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