Alla CEI non c’andrei…

Francesco, il Primate d’Italia a cui non piace l’Italia.

A pensar male non è un bene, si dice, però a volte ci si azzecca e sarà certo motivo di riflessione, confessione e pure penitenza per noi che però, attenzione, non vogliamo assolutamente seminare zizzania ma, che vogliamo farci, in rete si comunicano le notizie e noi prendiamo solo quelle ufficiali, non tendenziose, e su queste non possiamo che interrogarci.

È allora una interrogazione, un interrogativo che poniamo al centro di questo Comunicato:

Comunicato della Sala Stampa (Vaticana): Rinvio delle visite pastorali del Papa in Italia durante il Giubileo, 10.12.2015 – vedi qui comunicato ufficiale -.

Il card. Scola con Francesco.
Il card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, con papa Francesco.

“Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa a Milano, il Card. Angelo Scola ha informato di aver ricevuto comunicazione dalla Segreteria di Stato secondo cui, a causa dell’intensificarsi degli impegni per il Giubileo, è intenzione del Santo Padre di rinviare le visite pastorali in Italia”.

La cosa curiosa che è balzata e rimbalzata nei circuiti dei nostri poveri neuroni sovraccarichi dalle mille bergoglionate, è che il Comunicato ufficiale non è stato dato alla “Voce ufficiale del Papa” che è la Sala Stampa con Padre Lombardi, no, è stato consegnato dalla Segreteria di Stato all’arcivescovo card. Scola, scavalcando così la “Voce ufficiale” del Papa tramite il canale normale, ordinario che è appunto Radio Vaticana.

Cosa questo voglia dire non lo sappiamo e non vogliamo neppure romperci la testa nel tentare di capire perché cose talmente semplici e a volte naturali debbano poi diventare focolai di “novità”, incomprensioni, mormorio…. perché, a ben leggere il breve comunicato, il Papa non dice al card. Scola che non potrà andare a Milano nel 2016, ma ANNULLA TUTTI i viaggi possibili e in cantiere previsti nel territorio italiano, e questo sì che innesca qualcosa di incomprensibile e sospetto. E lo fa non attraverso la Sala Stampa o la CEI organo ufficiale dei Vescovi italiani, o attraverso il loro organo ufficiale che è Avvenire, ma lo fa in un Comunicato PRIVATO, reso pubblico dopo, solo ad una Diocesi italiana e solo ad un cardinale…

Il Papa è malato? Assolutamente NO! toglietevelo dalla testa, è solo un uomo di 79 anni iperattivo…. Nell’Anno del Giubileo  non sono previsti grandi impegni del Papa se non i soliti legati ai tempi forti liturgici, a qualche incontro raddoppiato nelle Udienze in Vaticano e…. a due viaggi (ma ce ne è un terzo in programmazione) previsti all’estero: in Messico e in Polonia per il consueto incontro della Giornata Mondiale della Gioventù organizzato, appunto a Cracovia. Dunque il Papa non è ammalato, grazie a Dio.

Francesco con il presidente della CEI, il card. Bagnasco.
Francesco con il presidente della CEI, il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova.

Voci di corridoio dicono che il Papa non va proprio d’accordo con i Vescovi italiani e forse, chissà, non sono voci del tutto inventate. Basti pensare, ad esempio, alle recenti nomine dei nuovi vescovi italiani, tutti candidati scelti da Bergoglio FUORI della consultazione con la CEI, e questo la dice lunga sulla tanta strombazzata “collegialità”, o almeno qui in Italia dove il Papa sembra preferire delle nomine letteralmente in contrasto con le scelte proposte dai Vescovi italiani…

Bergoglio disse chiaramente a Spadaro nella sua prima intervista ufficiale dell’agosto 2013: “IO SONO FURBO….” e disse anche che a lui piace incontrare la gente “CHE VOGLIO IO” e che non gli piace che gli si organizzino gli incontri, ed è certo che egli intendesse dire tutto ciò proprio nell’ambito della gestione delle cose in casa ecclesiale.

Cosa intendiamo dire? Semplice: il Papa elogia il concetto di collegialità, ma alla fine della fiera ci tiene eccome ad agire da padre-padrone nella gestione degli affari interni. Le sue recenti nomine sono assai discutibili. Tanto per fare due esempi recenti vediamo la scelta di mons. Cipolla, Allium cepa – vedi qui – il quale, ma che strano, era diventato frequentatore di santa Marta avviato dalla sant’Egidio, c’è bisogno di aggiungere altro?

Corrado Lorefice, il dossettiano neo-vescovo di Palermo. Il giorno del suo insediamento in diocesi ha citato l'articolo 3 della costituzione italiana, fiore all'occhiello dell'allora on. Dossetti.
Corrado Lorefice, il dossettiano neo-vescovo di Palermo. Il giorno del suo insediamento in diocesi ha citato l’articolo 3 della costituzione italiana, fiore all’occhiello dell’allora on. Dossetti. La sua pastorale familiare di baserà sull’articolo 29 della costituzione?

L’altro, il nuovo vescovo di Palermo ha una storia più subdola. Egli fa pervenire al Papa un suo libro diventato “famoso” su Dossetti, in sostanza mons. Lorefice in questo libro CANONIZZA Dossetti facendolo diventare un “padre della Chiesa” in campo sociale. Il Papa chiama Lorefice, si compiace del libro e gli annuncia la nomina a vescovo raccomandandolo di: “e ti prego, non cambiare MAI, resta come sei, è per questo che ti faccio vescovo…”. Il tutto detto dallo stesso Lorefice in una intervista.

Non possiamo non restare basiti sulla raccomandazione del Papa: non cambiare MAI! La frase è di una perversione diabolica unica perchè un vescovo DEVE cambiare quando diventa tale perchè questa nomina prevede dei cambiamenti. Sant’Agostino insegna questo quando dice: per voi infatti sono vescovo, con voi sono cristiano…. intendendo, appunto, UN CAMBIAMENTO necessario da parte di chi assume il ruolo di VIGILANTE E MAESTRO del gregge. Ma nessuna meraviglia, anche Bergoglio diventato Papa ha deciso di restare Bergoglio e, sì, sentendosi senza dubbio “successore” dell’Apostolo Pietro, ma non sentendosi affatto “Pietro” quanto piuttosto “un peccatore come tutti”. Non che “Pietro” fosse un santo senza peccati quando Gesù gli affidò il ruolo petrino, o fosse un apostolo diverso dagli altri, ma senza dubbio Pietro fu un privilegiato, il cui privilegio come sappiamo riscattò con il martirio, un privilegiato che non lo pone più allo stesso piano del clero, dei vescovi o dei laici, chi la pensa così, che Pietro sia sullo stesso piano degli altri, è un protestante nella mente.

Insomma Bergoglio volendo una Chiesa a “sua immagine e somiglianza” sta eleggendo ai vertici gente che la pensa come lui e di conseguenza è inutile andare a girare per l’Italia oggi, egli aspetta che la Chiesa in Italia assuma sempre di più il suo volto, la sua immagine di chiesa.

In una intervista al solito giornale argentino – vedi qui – il Papa diceva: “La gente mi fa bene“, e lo diceva per spiegare il suo stato di beatitudine quando si trova in mezzo alla gente… ma non possiamo non domandarci se il Papa ha preferenze, certo che le ha, i poveri, al di la di questa categoria ci viene il sospetto che il Papa, Bergoglio, non ami molto “la gente italiana, europea in generale” e forse un pò ce lo meritiamo, siamo quella gente che ha tradito il Vangelo dell’etica e della morale, non facciamo più figli mentre, quell’altra gente, ancora fa figli e crede nel valore del matrimonio…. Senza dubbio però, Bergoglio è molto meno espansivo con gli italiani.

Siamo tendenziosi o maliziosi? Forse sì (lo abbiamo detto, è motivo di penitenza per noi), ma noi crediamo di no, ci riteniamo oggettivi e non soggettivi, portiamo fatti che sono, per chi si toglie il prosciutto dagli occhi, delle risposte concrete al fatto che un Papa annulli TUTTE le visite previste o in cantiere sul suolo che lo vede e lo ha, quale privilegio unico, Vicario di Cristo in terra, in terra propria, in casa propria.

Bergoglio affida e lascia le diocesi italiane (e del mondo) ai propri vescovi, ma cambiando i vescovi, eleggendoli a sua immagine e somiglianza e, vogliamo profetizzare che la prossima visita in Italia prevista nel 2017 sarà la Sicilia, dal suo figlioccio a Palermo. Chi vivrà vedrà, intanto sappiamo così che il Papa nell’Anno del Giubileo non visiterà nessuna diocesi italiana, senza alcuna spiegazione ufficiale.


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3 thoughts on “Alla CEI non c’andrei…

  1. Una cosa però l’ho notata   fino a Benedetto XVI le diocesi organizzavano parecchi INCONTRI alle udienze del mercoledì con il Papa…. da un anno a questa parte ho notato che c’è stato un calo molto significativo di questi incontri….. non so cosa vogliano dire però….. non sarebbe del tutto sbagliato associarlo a questa decisione…… 😉 è certo che il fatto che manchi un comunicato ufficiale sulle vere motivazioni fa pensare…. 😦

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  2. secondo me è tutto marketing è tutto calcolato per far aumentare le visite degli italiani in san piazza pietro che si è proprio svuotata anche nel giorno della apertura del giubileo e persino del rosario in piazza, c’era poca gente, così che tutti vengano a Roma per quella Porta Santa e riempire la piazza. Sulle nomine dei vescovi italiani e non, io ci stendo un velo pietoso.

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  3. “Io sono furbo” dice (possiamo immaginare con quale compiacimento) l'”umile” Bergoglio nella prima intervista ufficiale. Che fosse un furbetto lo avevamo capito; comunque, e’ bene ricordare che i furbi generalmente non sono intelligenti. O si e’ l’una o l’altra cosa. E il problema dei furbi e’ che esagerano sempre: non si rendono mai conto di quando il loro gioco dovrebbe terminare, perche’ la gente non e’ tutta scema e prima o poi qualcuno scopre il tuo gioco: chi e’ solo furbo ma disdegna l’intelligenza, pur con tutta la sua furbizia prima o poi fa il passo piu’ lungo della gamba, e si rovina.
    Aspettiamo fiduciosi.

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